Fiorentina in lutto per la morte di Alberto Orzan: conquistò scudetto e Coppa delle Coppe

Dei viola è stato anche capitano. Solo 4 presenze nella nazionale che fallì i mondiali del 1958

Lutto nel mondo del calcio per la morte di Alberto Orzan.

È stato uno dei protagonisti viola del primo scudetto, nel 1956. A 91 anni, originario del Friuli Venezia Giulia, si è spento nella propria casa a Firenze. Anche il presidente della Regione Eugenio Giani ha voluto manifestare il cordoglio per la sua scomparsa, mandando un messaggio alla famiglia e ricordando le grandi doti dell’ex calciatore.

”Orzan – ha sottolineato il presidente, sarà per sempre ricordato a Firenze come una delle pedine fondamentali di quella Fiorentina che non vinse soltanto lo scudetto, ma anche la Coppa delle Coppe nel 1961. Con lui, se ne va un altro pezzo della storia della Fiorentina, campione in campo e fuori”.

Questa la ‘scheda’ del campione all’interno del libro Tutti i toscani mondiali del direttore Enrico Pace.

Non sempre arrivare tardi sul grande palcoscenico del calcio significa essere un elemento di secondo piano nella storia del pallone. È il caso di Alberto Orzan, goriziano doc, che ha faticato e non poco per emergere, prima di giocare ad altissimi livelli fino ad oltre trent’anni, diventando una delle grandi bandiere della Fiorentina.
E dire che Orzan aveva esordito giovanissimo nel 1946 in serie B con il Fanfulla, prima di tornare nella “sua” Pro Gorizia, fra serie B e serie C, dal 1947 al 1950. Nei meandri della terza serie, nel suo ruolo di “centrosostegno” (a volte centrale di centrocampo, a volte vero e proprio libero), come si diceva all’epoca, viene notato da una squadra di serie A, la Pro Patria, che tenta di galleggiare nella massima serie. Esordisce subito, il 24 settembre del 1950, nella partita persa 4-2 in trasferta contro la Lazio, ma quell’anno chiuderà solo con quattro presenze e un decimo posto di squadra. Le sue apparizioni diventano meno rare l’anno successivo, con i bustocchi che terminano al nono posto in campionato. Ma da interno destro riesce ad arrivare con continuità in zona gol: e a chiudere con quattro gol nella classifica dei marcatori. La terza stagione è ancora amara: quattro gare da titolare e la gloriosa Pro Patria ritorna nella serie cadetta.
Non è ancora il tempo di squadre di prima fascia: passa, infatti, all’Udinese, che conquista una sofferta salvezza, dopo gli spareggi con Spal e Palermo. È l’anno successivo quello della consacrazione: la Fiorentina lo acquista come vice-Rosetta, ultimo baluardo della difesa gigliata. Con un mito così come titolare Orzan, comunque, si difende bene: 21 partite nella prima stagione bagnate anche dal gol segnato in un Fiorentina – Triestina del 30 gennaio del 1955. E 18 nell’annata successiva, quella del primo scudetto della storia viola, con Orzan che dà il suo contributo alla causa della squadra. Inizia il periodo d’oro dei quattro secondi posti consecutivi in campionato, che mettono in luce anche Orzan in ottica nazionale. Tanto più che è diventato lui il titolare dei viola al centro della difesa.
È il periodo della commissione selezionatrice con a capo Alfredo Foni e della fine della carriera ad alti livelli di Rosetta. I selezionatori fanno esperimenti e in ballottaggio ci sono Bernasconi della Sampdoria e, appunto, Orzan. L’esordio in azzurro arriva l’11 novembre del 1956 in Coppa Internazionale con la Svizzera: è la prima delle sue quattro uniche apparizioni, tutte consecutive, in nazionale. Il mondiale lo sfiora, giocando la sfida di qualificazione contro l’Irlanda del Nord in casa, vinta 1-0, ma in seguito gli verrà preferito definitivamente Ferrario della Juventus. E comunque la nazionale non staccherà il passaporto per Svezia 1958.
La maglia di club gli porterà, invece, tante altre soddisfazioni. Oltre ai quattro secondi posti consecutivi, dopo lo storico scudetto, arrivano coppe e finali di prestigio. A cominciare da quella di Coppa dei Campioni persa contro il Real Madrid di Di Stefano e soci nel 1957, gara in cui Orzan è titolare. Altre soddisfazioni a cavallo degli anni Sessanta, con un Orzan trentenne ma in grande forma, ormai promosso con i gradi di capitano della squadra e capace di fare la spola fra centrocampo e centro della difesa. Alla fine della stagione 59/60 non c’è solo il duello con la Juventus per la conquista del campionato, ma anche la finalissima di Coppa Italia con l’odiata “vecchia signora”. Vince proprio la Juve di Sivori e Charles, ma i viola acquisiscono il diritto di partecipare alla neonata Coppa delle Coppe.
E la prima edizione porterà per sempre impresso il nome della Fiorentina. Dopo una splendida cavalcata, infatti, la duplice finale con i Glasgow Rangers regala un grande sorriso: è proprio Orzan, capitano della squadra allenata da Hidekguti, ad alzare il trofeo più ambito. Ed è anche la prima vittoria nella storia per una squadra di club italiana in una competizione europea.
La stagione si completa anche con il successo in Coppa Italia, contro la Lazio, che vendica così il ko del 1958 nella stessa competizione e concede la possibilità del bis in Europa. E quella del 1961-62 l’ultima stagione ad alti livelli di Orzan (12 presenze), che l’anno successivo collezionerà l’ultima presenza in assoluto in serie A. Il centrosostegno, schierato in difesa, sfiora il bis in Coppa delle Coppe, ma l’Atletico Madrid, nella doppia finale, ha la meglio sui viola, che stanno per vivere la fine di un ciclo che si riaprirà solo alla fine della decade.
È anche la fine, con il campionato 1962/63, della carriera del giocatore goriziano, esempio di grinta e di serietà. Il “capitano” ideale per la squadra viola più vincente della storia.

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