8 marzo in consiglio regionale: un pensiero alle donne ucraine

Le donne toscane celebrate davanti a numerosi studenti

“Da questa giornata vorremmo che partisse proprio un messaggio positivo di speranza e futuro rappresentato dalle storie di 8 donne che, nell’ultimo anno, hanno raggiunto grandi traguardi o contribuito a raggiungerli. Storie magari lontano dai riflettori ma che vogliamo raccontare per dire: si, le donne possono farcela più o meglio degli uomini”.

Così il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, ha aperto al Teatro della Compagnia di Firenze l’evento ‘8 donne toscane per l’8 marzo’.

Le donne toscane celebrate davanti a numerosi studenti della Toscana sono “personalità della scienza, della cultura, dello sport, lavoratrici, attiviste. Tutte donne che ci racconteranno le loro esperienze come qualcosa di ‘straordinario’, ma il nostro obiettivo deve essere quello di renderle invece normalità – ha spiegato Mazzeo -. Ancora oggi, la realtà ci dice che permangono profonde differenze nella condizione soprattutto lavorativa tra uomo e donna. Si chiama ‘gender gap’ e si traduce, semplicemente, in meno opportunità, salari più bassi, minori diritti. Noi, come Istituzioni, abbiamo il dovere di creare le condizioni perché la parità sia normalità”.

Il presidente Mazzeo, rivolgendosi alle studentesse in sala, ha detto: “Voi, ragazze, impegnatevi ogni giorno per sfondare quel soffitto di cristallo che troppo spesso, nel tempo, ha impedito a tante donne di realizzare i propri sogni”.

Mazzeo ha voluto dedicare, in particolare, questa giornata alle donne ucraine: “Donne straziate dal dolore – ha detto Mazzeo, – strappate dalle loro vite e dalle loro case, separate dai loro affetti. Donne in fuga. Sono le donne dell’Ucraina ed è a loro che vogliamo oggi dedicare questa giornata. Unendole in un ponte ideale anche alle tante donne russe che in queste ore si stanno ribellando alla guerra, che scendono in piazza rischiando di farsi arrestare. Anche a loro vogliamo dire grazie per la forza, il coraggio, la dignità e l’impegno”. “Alle donne ucraine e alla loro famiglie dico: la Toscana è pronta ad accogliervi”.

In rappresentanza delle donne ucraine al Teatro della Compagnia è intervenuta Oxana Polataitchouk, assistente al consolato onorario di Ucraina a Firenze: “Sono commossa dalla solidarietà che la Toscana ci sta esprimendo in questo giorni”.

Alle donne costrette a fuggire per salvare la propria vita e quella dei propri figli ma anche alle donne “eroine” che sono rimaste per combattere e per non perdere la propria libertà, è andato il pensiero del vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli: “È giusto celebrare questa Festa e assegnare riconoscimenti per intelligenza, meriti e impegno straordinari. Ma non possiamo, e non dimentichiamo, chi adesso sta lottando per la propria vita e per la propria libertà sono in contatto diretto con alcune di loro che da giorni stanno cercando di raggiungere un confine amico. Da parte della Toscana arrivi un sostegno forte” ha concluso.

Parole simili anche da Marco Casucci, vicepresidente del Consiglio regionale: “Ancora una volta questa Istituzione si apre al mondo esterno e alle sue eccellenze. Ma in questo mondo in preda alla follia è necessario ribadire ‘stop alla guerra’ e le nostre donne, che siano mamme, compagne o figlie, proprio in questo momento sono ancora più importanti”.

A consegnare i riconoscimenti, oltre al presidente Mazzeo e ai vicepresidenti Scaramelli e Casucci, anche la consigliera segretaria Federica Fratoni insieme all’attrice Gaia Nanni e alla giornalista Letizia Cini che hanno condotto la mattinata. Ad essere premiate sono state l’immunologa Chiara Azzari, l’archeologa Elena Sorge, le atlete Elena Pietrini e Francesca Baroni, le attiviste Laura Sparavigna e Lucrezia Lurlaro, la chirurga Manuela Roncella e sette lavoratrici dell’Ortofrutticola del Mugello, in rappresentanza di tutte le operaie della fabbrica di Marradi che hanno vinto la loro battaglia in difesa del loro posto di lavoro. L’evento è stato arricchito anche dalle testimonianze di Simone Terreni e Federica Granai, l’imprenditore e la giovane dipendente da lui assunta durante la gravidanza.

 

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