Logo
Accorpamenti: la Regione approva il dimensionamento ma lo sospende in via cautelativa

Il presidente Giani e l’assessora Nardini auspicano ripensamenti in sede parlamentare. Viareggio non ci sta e accusa Pierucci

La Toscana definisce i 16 accorpamenti chiesti dal ministero per l’anno scolastico 2026/2027, ma li sospende in via cautelativa.

La decisione è stata sancita in una delibera di giunta approvata ieri (1 dicembre). L’atto lascia invariato il numero di 466 istituzioni scolastiche autonome attualmente presenti in Toscana.

Alla base della sospensione degli accorpamenti l’attesa dell’esito del ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro il decreto ministeriale 124/2025 che vede al centro la questione del criterio adottato per la definizione del numero di autonomie scolastiche da ridurre: vale a dire la stima della popolazione scolastica anziché l’entità effettiva così come comunicata nei mesi scorsi dall’Ufficio scolastico regionale.

“Continuiamo a tenere un atteggiamento di profondo rispetto delle istituzioni e per questo procediamo con la definizione degli accorpamenti richiesti, ma prima di adottare definitivamente scelte che, incidendo sulla funzionalità del sistema scolastico, possono rivelarsi inopportune e creare traumi nei territori siamo determinati ad avere chiarimenti su questo punto cruciale – spiega il presidente Eugenio Giani assieme all’assessora all’istruzione Alessandra Nardini nella conferenza stampa convocata stamani a Palazzo Strozzi Sacrati – I precedenti provvedimenti dell’esecutivo in materia, come la legge di bilancio 2023 contenente la disciplina di riforma dell’organizzazione scolastica, riconoscevano la necessità di procedere a un dimensionamento della rete facendo riferimento alla reale popolazione scolastica”.

Nel caso della Toscana, si tratta di uno scostamento di circa 8mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal Ministero e quanto attestato dall’Usr della Toscana: 428679 studentesse e studenti contro 436671 iscritte e iscritti reali.

“La nostra battaglia è iniziata ormai due anni fa, quando sia esprimendo sempre, in ogni passaggio, un voto contrario in Conferenza delle Regioni, sia presentando ricorsi, ci siamo convintamente opposti ad una logica di tagli alla scuola pubblica. Il primo anno, quando il foverno ci imponeva 15 tagli, anche grazie alla nostra opposizione, con il milleproroghe siamo riusciti a limitarli a 4. Lo scorso anno poi ci siamo rifiutati di tagliare ancora, ottenendo una marcia indietro totale del foverno: un risultato straordinario che ha salvaguardato integralmente le attuali 466 autonomie scolastiche toscane“, fa notare l’assessora Nardini che ha sottolineato come “quest’anno il governo impone nuovi tagli, addirittura 16, dimenticando anche che la Toscana ha già effettuato negli anni scorsi un corretto dimensionamento, anche attraverso la creazione di istituti comprensivi, in un’ottica di continuità verticale. Restiamo contrari nel merito e del metodo rispetto a quanto viene imposto dal livello nazionale e chiediamo almeno di rivedere i numeri dei tagli, visto che la popolazione studentesca toscana presenta numeri più alti rispetto a quelli considerati dal Ministero”.

Sul piano formale, la delibera approvata ieri dispone la riduzione di 16 autonomie scolastiche, sulla base del contingente di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi previsti a livello nazionale, che passano per la Toscana da 466 a 450.
La delibera prevede 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa Carrara e di Pistoia, 2 per la Città Metropolitana di Firenze e altrettante per la provincia di Grosseto e per la provincia di Siena. Il provvedimento recepisce le indicazioni contenute nei piani provinciali della città ,etropolitana e delle altre Province toscane ed esercita il potere sostitutivo riguardo alla Provincia di Massa Carrara che aveva proceduto a due dei tre accorpamenti previsti, ma contestualmente dispone la sospensione in via cautelativa per “gravi motivi” come consentito dalle norme sulla disciplina del procedimento amministrativo (articolo21-quater l. 241/1990).

In occasione della conferenza stampa, il presidente Giani torna ad auspicare che durante il dibattito parlamentare sulla legge finanziaria “i parlamentari si facciano promotori di emendamenti che come accaduto sia l’anno scorso che due anni fa consentano di prendere atto dell’inopportunità del dimensionamento degli istituti scolastici e superare il problema dando così ascolto alle esigenze che vengono dai territori”.

“Chiediamo – conclude Nardini – che il governo torni indietro su questa scelta. Non lo chiediamo solo come Regione Toscana ma lo facciamo anche insieme ad altre Regioni, sperando che finalmente il ministro Valditara apra un confronto vero con noi assessore e assessori, come più volte abbiamo richiesto e come di fatto non c’è mai stato in questi anni“.

Nel giorno dell’approvazione e della sospensione torna ad alzare la voce il Comune di Viareggio: “L’accorpamento di due istituti nel Comune di Viareggio non è stato imposto dalla Regione, ma rappresenta una scelta autonoma del presidente della Provincia, Marcello Pierucci, che ha esercitato la facoltà di deroga prevista dagli indirizzi regionali – dice il Comune – Questo emerge chiaramente dalla risposta ufficiale della Regione Toscana alle osservazioni inviate dal Comune di Viareggio, in cui l’amministrazione esprimeva la propria contrarietà al Piano provinciale di accorpamento, richiamando il criterio regionale che stabilisce un massimo di un accorpamento per Comune per l’anno scolastico 2026/2027. Tale criterio, introdotto negli indirizzi regionali a seguito della nota del ministero dell’istruzione e del merito, è stato concepito per garantire equilibrio e coerenza nella riorganizzazione della rete scolastica”.

“La nota regionale – prosegue il Comune – conferma infatti che il criterio regionale prevede un numero massimo di un accorpamento per Comune: tuttavia aggiunge che le Province e la Città Metropolitana hanno facoltà di derogare a tale limite, individuando autonomamente ulteriori criteri in base alle specificità territoriali”.

“La Regione ha confermato ciò che il Comune di Viareggio sostiene da tempo: l’accorpamento non è obbligatorio, ma deciso dal presidente Pierucci. È quindi legittimo chiedere conto di una scelta che penalizza il nostro territorio, e che avrebbe potuto essere evitata – commenta il sindaco Giorgio Del Ghingaro -. Si è scelto di accorpare due istituti a Viareggio, pur potendo limitarsi a uno solo. Non si tratta di un vincolo tecnico, ma di una decisione politica che incide sulla vita delle scuole, degli studenti e delle famiglia”.

L’Amministrazione comunale ribadisce la propria contrarietà alla logica degli accorpamenti e rinnova la richiesta alla Regione Toscana affinché, in sede di approvazione della programmazione della rete scolastica, valuti con attenzione la coerenza delle scelte provinciali rispetto ai criteri regionali, e garantisca il rispetto dell’equilibrio territoriale.