Trasporti: sì al potenziamento della linea ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno

Approvata una mozione di Irene Galletti

Quasi due ore di dibattito in aula consiliare di palazzo del Pegaso – ieri pomeriggio, mercoledì 9 febbraio – per un confronto a tutto tondo sulla mozione presentata da Irene Galletti (M5S), ed emendata da Fausto Merlotti (Pd), in merito al potenziamento della linea ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno, come recita il nuovo titolo dell’atto.

“La mozione – come illustrato in aula dalla firmataria – ricorda come già nel luglio del 2016 il Consiglio regionale aveva approvato un atto che nell’ambito del potenziamento dei collegamenti ferroviari verso la Toscana costiera, focalizzava l’attenzione sulla linea ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno, una tra le più frequentate della Toscana, anche per la sua natura di collegamento e di integrazione tra gli aeroporti di Firenze e di Pisa, nonché come collegamento ferroviario tra il capoluogo di regione, la costa e il sistema dei porti toscani. Tale mozione, inoltre, – come già all’epoca – ribadiva come rispetto al numero complessivo dei treni, risultassero nettamente prevalenti i servizi ferroviari che effettuavano un maggior numero di fermate (con tempi di percorrenza maggiore di 90 minuti), quindi rivolti principalmente ai pendolari, rispetto ai treni veloci (da 49 a 60 minuti), maggiormente indicati per il trasporto diretto da città a città. Questo atto, inoltre, definiva la linea ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno “un collegamento strategico per lo sviluppo del sistema aeroportuale toscano e per avvicinare la costa e il porto di Livorno con il capoluogo regionale e con il sistema ferroviario dell’Alta velocità, chiedendone il potenziamento e la velocizzazione”.

Come sottolineato da Galletti, la pandemia del 2020 e i conseguenti eventi che hanno fatto precipitare l’economia toscana, hanno trasformato il collegamento ferroviario veloce Fi-Pi-Li, non più un’opzione, ma una stringente necessità anche per massimizzare gli effetti del rilancio commerciale e turistico, oltre che per implementare il sistema di spostamento e di economia sostenibile che costituisce uno dei fondamenti del Pnrr. La mozione, approvata dall’aula con 27 voti favorevoli e 3 contrari (i consiglieri di Italia Viva e Forza Italia), impegna il Presidente e la Giunta regionale a valutare la fattibilità di uno studio specifico, per una migliore programmazione dei servizi ferroviari, garantendo la piena integrazione tra treno e aereo, salvaguardando le esigenze dei pendolari, nonché a valutare la stesura di un masterplan che preveda nei prossimi anni una nuova linea ferroviaria Firenze-Pisa, con l’obiettivo di diversificare i servizi veloci da quelli di tipo metropolitano ad uso dei pendolari.

Il consigliere Fausto Merlotti (Pd), motivando gli emendamenti, ha spiegato come il senso sia stato quello di “aggiornare la mozione e di adeguarla alla realtà attuale”, specificando la necessità di eliminarne i riferimenti all’utilizzo delle risorse del Pnrr, data la oggettiva impossibilità di utilizzare le risorse europee, vista la mancanza dei relativi progetti esecutivi.

Andrea Pieroni (Pd), sottolineando l’urgenza di procedere al conferimento di un incarico per studiare tecnicamente il progetto di potenziamento di una delle tratte più popolate della nostra regione, ha parlato di un tema che va oltre il collegamento tra scali, e che in prospettiva va a ridurre il traffico sulla Fi-Pi-Li e a dare sviluppo sulla costa al movimento merci.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianni Anselmi (Pd), che si è detto “compiaciuto per questa nuova stagione di integrazione tra centro e area costiera”. E come ha sottolineato Francesco Gazzetti (Pd), “la partita della Costa si vince se siamo uniti, se lavoriamo insieme, senza particolarismi, ed io sono della partita”, ha assicurato il consigliere.

Stefano Scaramelli (Iv) invece, convinto che con una mozione non si possa determinare un investimento infrastrutturale, ha annunciato il voto contrario del proprio gruppo, invitando anche la proponente a ritirare l’atto: “Se si cambia il titolo, la mozione è di fatto decaduta, va ritirata”.

Diego Petrucci (FdI), dichiarandosi a favore dell’atto, anche se d’accordo con Scaramelli, ha invitato Galletti a ritirare l’emendamento e quindi a reinserire il punto sul Pnrr. “Per fortuna a Pisa c’è una Giunta di centro-destra che affronta questi temi nel concreto”, ha affermato il consigliere.

Secondo Vincenzo Ceccarelli (Pd), la consigliera Galletti “ha fatto bene ad accogliere gli emendamenti proprio perché danno concretezza a ciò che possiamo fare”; inoltre, votare questa mozione non contrasta con nessuna ipotesi di intervento su altre infrastrutture della Toscana. Una cosa è certa, come sottolineato da Silvia Noferi (M5S): “Il principale problema della Toscana è quello infrastrutturale” e “la consigliera Galletti con questa mozione lo ha rimarcato”.

Marco Stella (FI) è andato oltre: “In quest’aula sta succedendo qualcosa, è in atto uno spostamento che tende ad escludere dal governo regionale Italia Viva e ad inglobare il Movimento 5 Stelle”. “Io voterò contro questa mozione”, ha concluso, “perché in tale atto c’è l’affossamento dell’Aeroporto di Peretola”.

A rispondere al consigliere è stato lo stesso èresidente della Giunta, Eugenio Giani: “Mi attengo fermamente al programma di governo, quindi alla valorizzazione della pista di Peretola, attraverso un metodo di concertazione, compatibile con lo scalo di Pisa”. “I due aeroporti hannomission diverse, ma i due scali hanno bisogno l’uno dell’altro, la sinergia è vincente – ha concluso – Chi si pone in una logica campanilistica sbaglia e io lo contrasterò”.

In sede di dichiarazione di voto, la consigliera Galletti ha ribadito l’utilità della discussione, mentre Ceccarelli, in sottile polemica con i consiglieri del centro-destra, ha fatto notare come la loro divisione – manifestata nel voto sulla modifica dello Statuto – “ha tolto lucidità al dibattito”.

Decisa la consigliera Elena Meini (Lega):  “voterò a favore dell’atto, anche se nutro un certo imbarazzo di fronte alle diverse modifiche; chiedo al presidente, su tali argomenti, di fare Consigli appositi”.

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