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Davanti alla Gkn per chiedere più giustizia sociale: si mobilita la Rete dei numeri pari

La manifestazione è in programma per sabato (16 ottobre) alle 15,30

Una manifestazione a Campi Bisenzio, davanti ai cancelli della fabbrica Gkn, in vista della Giornata mondiale per l’eliminazione delle povertà di domenica. Il presidio toscano si costituirà sabato (16 ottobre) alle 15,30, nell’ambito della mobilitazione nazionale diffusa promossa dalla Rete dei numeri pari.

In Toscana i diversi nodi locali hanno deciso di confluire in un’unica piazza, accanto ai  lavoratori e alle lavoratrici della Gkn che da tempo lottano per la difesa del posto di lavoro e per impedire la delocalizzazione della fabbrica.

Interverranno Francesco Baicchi, del direttivo di Salviamo la Costituzione, Bruno Possenti, coordinatore Anpi Toscana, Federica Petti, vicepresidente dell’Anpi per la sezione di Campi Bisenzio, e una rappresentanza del Collettivo di fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze.

rete numeri pari gkn

Le realtà della Rete dei numeri pari (associazioni, cooperative sociali, sindacati,  reti studentesche, centri antiviolenza, parrocchie, comitati di quartiere, circoli culturali, movimenti per il diritto all’abitare, scuole pubbliche, biblioteche popolari, centri di ricerca, presidi antimafia, progetti di mutualismo sociale, fabbriche recuperate, fattorie sociali impegnate da anni sui propri territori nel contrasto a disuguaglianze, povertà e mafie) hanno deciso di  scendere in piazza “per i diritti e la giustizia sociale”.

Il loro grido di allarme è chiaro: “Nonostante l’aumento senza precedenti di disuguaglianze e povertà nel nostro Paese, registrato dai dati Istat, mentre crescono corruzione ed evasione fiscale, si continuano a privilegiare gli interessi delle élite economiche e finanziarie, le uniche che in Italia continuano ad arricchirsi. La priorità data del governo a ricette sbagliate, le stesse che hanno determinato la crisi e che non rispondono ai bisogni di chi è in difficoltà, associata e derivata dall’assenza di co-progettazione e co-programmazione con le realtà sociali – così come stabilito dall’articolo 3 del codice del partenariato e dalla sentenza 131/2020 della Corte costituzionale –  impedirà  di trarre dai fondi del Pnrr una maggiore equità sociale ed una effettiva sostenibilità ambientale. Anzi – concludono – c’è  il rischio che, come hanno messo in guardia le procure antimafia, proprio tali fondi possano servire ad arricchire la criminalità organizzata”.

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