Invasione di cinghiali, l’Unione dei Comuni montani della Lunigiana ora chiedono interventi risolutivi

Il grido d'allarme dei territori: "Non si tratta più di un’emergenza esclusiva del settore agricolo, ma di tutta la comunità"

Il presidente dell’Unione dei Comuni Montana Lunigiana Roberto Valettini ha diretto, ieri mattina (16 settembre), il tavolo istituzionale con Regione Toscana e Provincia di Massa Carrara al quale hanno partecipato i sindaci della Lunigiana per affrontare l’invasione da cinghiali che sta minacciando tutto il territorio. Un problema che ha portato all’esasperazione sia i titolari di aziende agricole sia i privati, oltre che a essere un vero e proprio pericolo per l’incolumità della persona, in quanto tantissime sono le segnalazioni pervenute agli enti di incontri ravvicinati, oltreché di danni riportati a cose, proprietà e strade.

La Regione, tramite gli esperti del settore, ha fatto un’analisi della situazione attuale sulla base della quale i sindaci hanno preteso un approccio risolutivo e pragmatico, richiedendo di avere a disposizione tutti i dati necessari a mettere gli enti nella condizione di valutare con oggettività quali sono state le cause che hanno portato questi animali ad aumentare numericamente e ad espandersi sempre più sul territorio. Un’area, questa, che secondo il piano faunistico venatorio vede la Lunigiana in terra vocata al cinghiale, cioè “riserva”. Sicuramente uno dei punti sul quale i sindaci potrebbero fare leva nelle sedi opportune.

“L’incontro è stato molto utile e solo il primo di un’azione congiunta che andrà avanti decisa verso il raggiungimento della sicurezza pubblica – commenta il presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Aulla Roberto Valettini – Nella giunta dei sindaci abbiamo deciso di appellarci alla Regione e al ministero per far sì che si arrivi presto all’istituzione di misure efficaci che, è parso chiaro a tutti, non possono ridursi solamente alle battute di caccia trimestrali attualmente autorizzate. Quest’unità ci ha permesso di avere delle vere risposte che ci hanno indicato la giusta via da percorrere ed è quella che intraprenderemo”.

“Questa riunione l’ho chiesta personalmente al presidente e ne sono soddisfatto – aggiunge il sindaco di Licciana Nardi e assessore Ucml Renzo Martelloni, rappresentante di uno dei territori presi più di mira dai cinghiali – perché solo congiuntamente e convintamente possiamo finalmente dare risposte ai nostri cittadini. L’unico rammarico per me è stato non poterci confrontare direttamente con l’assessore regionale alla caccia e all’agricoltura Stefania Saccardi assente all’incontro. Avrei voluto farle comprendere dalle nostre dirette testimonianze che la situazione è davvero difficile. Non si tratta più di un’emergenza esclusiva del settore agricolo, ma di tutta la comunità: i cinghiali sono un pericolo per gli agricoltori, per i privati, per la sicurezza, la salute e il decoro pubblici e non possiamo più risponderne noi sindaci”.

“Deluso dall’assenza dell’assessore Saccardi – conclude il sindaco di Podenzana Marco Pinelli – ma convinto di voler andare avanti. Abbiamo richiesto l’istituzione di un tavolo tecnico operativo e una relazione oggettiva sulle cause che hanno determinato la proliferazione negli ultimi anni. Da un’analisi oggettiva del fenomeno, procederemo, con gli esperti della Regione, a individuare e ad assumere con responsabilità le opportune azioni. Per ora, in emergenza, speriamo che l’apertura della caccia possa arginare almeno in parte questo fenomeno”

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