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Mazzeo e i consiglieri regionali alla Gkn: “Bloccare i licenziamenti”

Allo studio una proposta di legge in parlamento per impedire i trasferimenti aziendali che mettono a rischio l'occupazione

Bloccare i licenziamenti e, immediatamente dopo, fissare in legge il blocco dei processi di delocalizzazione. Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale della Toscana, in visita allo stabilimento della Gkn di Campi Bisenzio, è stato chiaro: “La minaccia di perdere il lavoro deve essere rispedita al mittente. Qualsiasi trattativa deve iniziare da qui”. A seguire, e senza indugi, una normativa di livello nazionale che blocchi ogni tentativo di trasferimento aziendale. “Noi – ha spiegato – siamo pronti, utilizzando l’articolo 121 della Costituzione, ad approvare una proposta di legge di iniziativa regionale per bloccare le delocalizzazioni da inviare al Parlamento a supporto del lavoro che sta facendo il governo”.

Accompagnato dai membri dell’ufficio di presidenza, dai rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, dai componenti della commissione sviluppo economico, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd), e dal sindaco di Campi, Emiliano Fossi, Mazzeo ha ribadito la necessità di una “forte unità di intenti e di azioni tra lavoratori e sindacato, con la comunità fiorentina e la Toscana tutta, con le Istituzioni locali e quelle regionali”. “La nostra presenza stamani (15 settembre, ndr) davanti alla Gkn senza alcuna distinzione tra maggioranza e minoranza o di appartenenza politica, dimostra che il consiglio regionale è unito a sostegno della lotta dei lavoratori per tutelare il loro posto di lavoro e la continuità produttiva dell’azienda”.

Il presidente assieme alla presidente della commissione Bugetti e ai capigruppo ha annunciato anche che sarà varata una mozione del consiglio regionale per chiedere al governo un decreto di urgenza per bloccare i licenziamenti. Mentre col presidente Eugenio Giani, Mazzeo e i capigruppo hanno convenuto sulla possibilità di approntare una legge regionale che preveda ingenti penalità a quelle imprese che dopo aver usufruito di aiuti pubblici decidano di abbandonare il territorio toscano.

“La commissione sviluppo economico è stata da subito a fianco dei lavoratori della Gkn, con l’obiettivo preciso di scongiurare lo scempio dei licenziamenti e delle modalità con cui sono avvenuti, che rappresentano una ferita che tutti abbiamo sentito”, ha detto la presidente Ilaria Bugetti (Pd). E ha aggiunto: “La presidenza della commissione era già venuta a un incontro con i lavoratori, per capire esattamente cosa era accaduto. Ora tutti, con l’indirizzo forte del consiglio regionale, con la giunta regionale e con il governo sollecitare tutti gli interventi possibili affinché si riaffermino i diritti dei lavoratori e si scongiurino i licenziamenti e perché scempi simili, di aziende con fatturati sani, non avvengano mai più”.

“Siamo qui, come lo abbiamo fatto fin dall’inizio, per questa è una battaglia di civiltà e perché la Gkn è un simbolo di un sistema che va modificato attraverso un intervento legislativo corretto e coerente con quelli che sono gli interessi nazionali e il dettato della Costituzione – ha dichiarato il vice capogruppo del Pd, Massimiliano Pescini. “La responsabilità sociale di un’impresa – ha continuato – non può essere solo una parola scritta sulla carta. Nel frattempo, continuiamo a lavorare affinché i9 licenziamenti vengano superati”.

Per Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia), “la parte politica forse non sta facendo tutto quello che probabilmente potrebbe, ma sposiamo quello che è l’appello che emerge nell’incontro di oggi: chi ha la possibilità e la disponibilità di incidere a livello legislativo deve fare davvero la differenza”.

La capogruppo Irene Galletti ha portato la solidarietà del Movimento 5 Stelle: “A luglio, quando sono state chiare le intenzioni dell’azienda, abbiamo attivato immediatamente la viceministra Todde perché aprisse un tavolo al Ministero. Abbiamo cercato di essere vicino ai lavoratori ed essere solidali in ogni modo. E oggi questa solidarietà è stata portata dal capo politico del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che insieme alla viceministra ha spiegato quello che è lo stato dell’arte della situazione. Un comportamento simile da parte dell’azienda è inaccettabile per le modalità e la situazione. È importante la nostra presenza qui per essere solidali e rimediare a quello che è successo”.

“La dignità del lavoro non ha colore politico. Per questo siamo qui anche noi, in rappresentanza del gruppo della Lega, e siamo vicini alla battaglia dei lavoratori del gruppo Gkn – ha dichiarato la consigliera Elisa Tozzi. – Occorre uno sforzo collettivo per garantire la dignità del lavoro a queste persone e a queste famiglie. La pandemia ha fatto dei danni enormi, oggi tocca alla politica iniziare a dare delle risposte e farsi carico del disagio profondo e di una crisi nera del lavoro e dell’economia che necessita di risposte concrete”.

Secondo Maurizio Sguanci (Italia Viva), quella della Gkn è “una vicenda scioccante per le modalità e per l’entità dei contraccolpi economici e sociali. In questo momento è la vertenza più importante in Italia, e tra le due o tre più importanti d’Europa. La cosa incredibile è che su 87 vertenze che sono sul tavolo del Ministro, 86 sono di aziende veramente in crisi e una no. E questa è la Gkn, un’azienda solidissima che produce elementi per le automobili che sono indispensabili. Ha commesse importanti per diversi anni. Il 22 di settembre questi lavoratori si troveranno veramente licenziati. È indispensabile che la politica si muova con urgenze per impedire che questo avvenga. Bisogna mantenere vivo il tavolo delle trattative, sperando di riuscire a farli reintegrare nel più breve tempo possibile e ridare vita e speranza non solo all’azienda ma alle 422 famiglie dei lavoratori”.

 

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