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Salvaguardia del polo siderurgico di Piombino, rinviata in commissione la mozione di Fratelli d’Italia

Convocato un tavolo al ministero dello sviluppo economico il 29 luglio. Giani: "L’obiettivo è un documento forte, da approvare all’unanimità dopo un dibattito approfondito"

Salvaguardia del polo siderurgico di Piombino, si accende il dibattito tra le forze politiche dopo il rinvio della mozione dei consiglieri del gruppo FdI illustrata in aula da Alessandro Capecchi. Il tema sarà al centro di un confronto in una delle prossime sedute della commissione sviluppo economico, il 29 luglio. Con la mozione, ha spiegato Capecchi durante l’illustrazione, intendeva impegnare la giunta ad adoperarsi a livello nazionale, perché sia varato un piano strategico per la siderurgia che definisca nel dettaglio il fabbisogno di acciaio nel nostro paese in una prospettiva di ristrutturazione del comparto, sia per ragioni di competitività, sia per una specializzazione negli acciai di qualità per le filiere ad alto valore aggiunto dell’elettrotecnica e della meccanica di precisione. La giunta dovrà anche convocare tempestivamente un tavolo per valutare il piano industriale presentato dal gruppo indiano JSW per l’acciaieria di Piombino insieme al management aziendale, i soggetti politici regionali e comunali, i rappresentanti dei lavoratori, e proporre al governo nazionale di estendere al settore siderurgico, quanto meno per tutto il 2021 il golden share per garantire livelli occupazionali e produttività.

Molto critica verso la proprietà Silvia Noferi (M5s): “Il problema del polo siderurgico di Piombino si ricollega ai temi più generali del mondo del lavoro. Queste grandi multinazionali, accolte a braccia aperte, stanno rivelando tutta la loro cattiva influenza sul tessuto produttivo e industriale del nostro territorio. L’impressione è che questo gruppo faccia di tutto per ostacolare lo sviluppo del porto, continuando a usare impianti fatiscenti, tutto questo produce anche un inquinamento ambientale. E’ necessario che lo stato e la regione si facciano carico di dare una direzione e predisporre un piano nazionale per la produzione dell’acciaio, ma soprattutto bisogna aiutare Piombino nelle operazioni di bonifica per disinnescare quella che è una vera e propria bomba ambientale”.

Trasparenza e condivisione” è quello che ha chiesto il portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega) aggiungendo: “Vorremmo sollecitare la giunta nel rendere l’azione più trasparente possibile. La chiave di volta è inserire nel pnnr (piano nazionale di ripresa e resilienza), uno specifico progetto di conversione del polo e vorremmo sapere se amministrazione regionale ha in itinere la presentazione di un progetto adeguato. Con la destinazione di fondi del recovery plan”.

Per il consigliere Gianni Anselmi (Pd) “Si tratta di un punto strategico che siamo chiamati ad affrontare. La crisi si è aperta nel 2008. E non c’è stata nessuna soluzione strutturale nonostante un commissario di governo e due proprietà che si sono succedute. E solo grazie all’impegno delle istituzioni e del sindacato non ci sono stati punti di rottura traumatici dal punto di vista occupazionale. La cosa fondamentale – ha aggiunto il consigliere Anselmi – è riproporre una visione industriale complessiva, occupandosi poi dei soggetti che lo gestiscono. Ora c’è una proprietà, quella del gruppo Jsw, che vuole proseguire l’investimento, ma dando disponibilità all’ingresso dello stato nel capitale societario. Una piccola quota che garantirebbe capitali freschi e la possibilità di una presenza pubblica utile per gestire la logistica e l’impatto ambientale del sito. Per questo sarà fondamentale il tavolo convocato per il 29 luglio al ministero dello sviluppo economico con tutte le parti interessate, per esprimersi in modo compiuto sul destino del polo industriale e portuale”. E proprio in virtù del tavolo convocato al ministero, Anselmi ha invitato i promotori della mozione a rinviare l’atto in commissione

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Torselli ha ringraziato il consigliere Anselmi per l’aggiornamento aggiungendo: “Ci trovano propensi a creare un lavoro comune all’interno del consiglio, con l’obiettivo di prendere quello di buono che è stato fatto e produrre un documento che esprima l’idea del consiglio regionale. La proposta di lavorare su questo atto ci va bene. Ciò che non condividiamo è altro, e cioè l’impegno dei proprietari Jsw a investire solo a parole. Il piano industriale presentato per Piombino è assolutamente scarno e non dettagliato e adatto al volume di affari che potrebbero avere le acciaierie”.

Il presidente della regione Eugenio Giani ha apprezzato la costruttività del dibattito, lanciando una proposta: “Personalmente mi sentirei di sollecitarvi a esaminare il tema in una riunione di commissione per avere un bel documento forte e unitario – Giani ha anche spiegato come – Nell’incontro avuto con il presidente del gruppo indiano Sajjan Jindal ho visto in loro una maggiore consapevolezza e la volontà di rispettare gli accordi presi. L’obiettivo – ha concluso Giani – è un documento forte, da approvare all’unanimità, dopo un dibattito approfondito in commissione. Questo può essere il momento della svolta. Ho sentito anche il sindaco di Piombino, e c’è un grande senso di compattezza. Il ministro Giancarlo Giorgetti sta entrando nella logica del supporto alla polarizzazione della siderurgia nazionale con un ruolo forte per Piombino”.

La mozione è stata dunque rinviata in commissione con l’impegno a calendarizzare la discussione al più presto, e nella prima data disponibile, la discussione sul futuro del polo di Piombino, in commissione, è stato preso dal presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e confermato dalla presidente della commissione sviluppo economico e rurale Ilaria Bugetti (Pd).

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