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Anche Sinistra Italiana al presidio per la morte di Luana D’Orazio: “Basta morti sul lavoro”

Il partito: "La ragazza era un'apprendista, non poteva stare da sola al macchinario"

Lunedì 3 maggio Luana D’Orazio è morta stritolata dall’orditoio dell’azienda tessile dove lavorava.

“In questi giorni si è parlato molto della sua morte – commenta Sinistra Italiana Toscana -, i media ne hanno dato grande risalto, in alcuni casi evidenziando che era giovane, bella e sfortunata. Tutte cose corrette che tuttavia rischiano di deviare l’attenzione dalla questione centrale: perché in Italia si muore ancora sul lavoro”.

“Sicurezza del lavoro  – spiega il partito – vuol dire intervenire sulla sicurezza degli strumenti di lavoro. All’orditoio, nel territorio pratese, tantissimi lavoratori e lavoratrici hanno subito danni permanenti e in molti casi sono morti. Per questo, negli anni sono stati fatti interventi significativi ed importanti sui macchinari. L‘orditoio dove è morta Luana in teoria aveva i dispositivi di sicurezza. Il problema, almeno secondo le prime indagini, è che era stata rimossa una grata di sicurezza. Non servono quindi solo macchine più sicure, serve una costante manutenzione e un costante controllo del loro corretto funzionamento. E soprattutto servono i controlli continui da parte delle Asl ( i cui dipartimenti di prevenzione oggi sono molto carenti di personale) e soggetti terzi”.

Luana era un’operaia, lavorava da circa un anno come apprendista, la sua paga era di 900/1100 euro – prosegue Sinistra Italiana Toscana –  Luana D’Orazio era da sola alla macchina nonostante un apprendista non possa essere lasciato solo davanti ad una macchina del genere senza essere supervisionato e formato. Per poi essere assunto come operaio. In questi anni si è deregolamentato e precarizzato il lavoro, ridotti i diritti”

“Oggi (7 maggio) dalle 10 – concludono –  partecipiamo al presidio in piazza delle Carceri organizzato da Cgil, Cisl e Uil per dire basta alle morti sul lavoro e richiedere sicurezza e diritti per i lavoratori e le lavoratrici. Per Luana, per Maurizio Gritti di Pagazzana, per Christian Martinelli di Busto Arsizio, per Sabri Jaballah di Prato e per tutti i morti sul lavoro”

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