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Affitti, Lucca è la provincia più cara d’Italia. Massa e Pisa tra i capoluoghi con i rialzi più marcati

Milano si conferma anche a luglio la città più cara per gli inquilini italiani insieme a Firenze

A luglio i canoni di affitto in Italia segnano un deciso rialzo mensile: 2,4% rispetto a giugno, con il valore medio nazionale che sale a 14,9 euro al metro quadrato. Su base annua il mercato resta però ancora in territorio negativo, con i prezzi dell’1,3% sotto i livelli di luglio 2025. È quanto emerge dall’elaborazione dell’Ufficio Studi del portale Idealista.

A luglio il quadro dei capoluoghi italiani vira con decisione verso il rialzo: su 94 mercati monitorati, 60 segnano una crescita dei canoni e 32 un calo rispetto a giugno, 2 mercati stabili. Una netta prevalenza al rialzo che conferma la vivacità della domanda in avvio di stagione estiva. I rialzi più marcati si osservano a Pesaro (8,1%), Massa (7,6%), Trieste (6,1%) e Messina (5,4%). Aumenti significativi anche a Sassari (5,0%), Cagliari (4,7%), Pisa (4,2%) e Brindisi (4,0%).

Tra i principali mercati cittadini, Roma cresce del 4,2% e tocca il proprio massimo storico, raggiungendo una media di 19,6 euro/m². In forte accelerazione anche Firenze (4,5%) e Genova (3,7%), mentre salgono in misura più contenuta Bologna (1,6%), Torino (1,1%), Milano (1,0%) e Napoli (0,4%). Sul fronte negativo, Bari cede l’1% e Venezia lo 0,6%. Complessivamente sono 18 i capoluoghi che a luglio raggiungono il loro massimo storico, tra questi, appunto, Roma, poi Torino, Palermo, Verona, Treviso e Latina.

I ribassi impattanti del mese di luglio riguardano Rimini (−5,6%), Andria (−3,9%), Pordenone (−3,8%), seguite da Lodi (−3,3%), Agrigento (−3,0%) e Benevento (−2,7%), quindi Biella (−2,6%), Udine (−2,5%) e Ascoli Piceno (−2,4%). Milano si conferma anche a luglio la città più cara per gli inquilini italiani, con 22,4 euro/m², insieme a Firenze; seguono Venezia (21 euro/m²) e Roma (19,6 euro/m2). All’estremo opposto della classifica si collocano Caltanissetta con 4,6 euro al metro quadro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Potenza con 6,1 euro e Ragusa con 6,3 euro.

A livello provinciale prevale nettamente il segno positivo, con 66 province su 104 monitorate in aumento, 37 in calo e 1 stabile. I rialzi più marcati si osservano a Ravenna (7,4%), Catanzaro (7,1%), Trieste (6,1%), Rieti (6,1%), Imperia (5,7%) e Pisa (5,6%). Aumenti rilevanti anche a Firenze (5,2%) e Massa-Carrara (4,9%).I cali più marcati interessano Lucca (−7,3%), Crotone (−6,9%), Aosta (−6,7%), Rimini (−6,6%), Sassari (−4,8%) e Pordenone (−3,4%).

Lucca, con 50,5 euro al metro quadro, si distingue come la provincia più cara d’Italia, un valore fuori scala trainato dai canoni elevatissimi delle sue località costiere, che pesano in misura rilevante sul campione. Seguono Grosseto con 24,4 euro, Belluno con 22,3 euro, Milano con 21,5 euro e Aosta con 21,4 euro al metro quadro. Le province più economiche risultano invece Caltanissetta con 5,1 euro al metro quadro, Potenza con 5,6 euro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Avellino con 6,1 euro e Agrigento con 6,2 euro.