Logo
Tassa di soggiorno, incassati 121 milioni di euro in Toscana nel 2024

Gran parte del gettito proviene da Firenze, che incassa da sola oltre 76,5–77 milioni di euro, confermandosi tra le prime tre città italiane

Nel 2024 la Toscana ha raggiunto un incasso record di circa 121 milioni di euro dalla tassa di soggiorno, con un incremento di circa +13 milioni rispetto al 2023, quando furono raccolti circa 107 milioni. Questo risultato posiziona la regione al secondo posto in Italia per gettito, preceduta solo dal Lazio (oltre 300 milioni) e seguita da vicino dalla Lombardia (114 milioni).

Gran parte del gettito regionale proviene da Firenze, che incassa da sola oltre 76,5–77 milioni di euro, confermandosi tra le prime tre città italiane per incassi, insieme a Milano (pari cifra) e alle spalle di Roma. Il dato rappresenta un aumento di circa il 10% rispetto ai 69 milioni raccolti nel 2023.

L’aumento del gettito è favorito da un costante aumento dei pernottamenti turistici: tra il 2019 e il 2023 i pernottamenti sono cresciuti di circa tre milioni, passando da 10,95 a 13,95 milioni, soprattutto grazie all’espansione degli affitti brevi. Airbnb da sola ha contribuito per circa 14,39 milioni tra gennaio 2023 e gennaio 2024, pari al circa l’18 % del totale comunale di Firenze (77 milioni).

Le tariffe applicate dal Comune di Firenze variano per tipologia di struttura e sono state aggiornate a partire dall’1 aprile 2023, e ulteriormente incrementate dall’1 febbraio 2025 per le strutture extralberghiere e le locazioni turistiche.

A livello regionale è attiva la tassa in oltre 400 comuni toscani (inclusi capoluoghi come Pisa, Siena, Lucca, Arezzo, Prato e Piombino. Le tariffe a livello locale sono più contenute: per esempio, a Lucca si applicano 3,50 euro a persona per notte fino a un massimo di 3 notti; a Viareggio la tariffa è di 1,50 euro per un massimo di 10 notti; a Prato, da 1,50 euro per strutture da 1 a 3 stelle fino a 2 euro  per quelle superiori.

Non mancano però le critiche: associazioni come Federalberghi, Confindustria Alberghi e Assohotel esprimono preoccupazione per la scarsa trasparenza con cui molti comuni destinano i proventi della tassa e chiedono regole più chiare che garantiscano l’utilizzo delle risorse esclusivamente per interventi legati al turismo.

Il successo economico registrato nel 2024 conferma il ruolo chiave del turismo nell’economia regionale — dove incide per circa il 7–10% del Pil — sostenuto dal patrimonio culturale e dalla varietà delle destinazioni, dalle città d’arte alle località balneari, fino all’agriturismo.