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Prezzo del latte, in Toscana è scontro tra produttori e grande distribuzione

Vertice convocato dalla Regione. Coldiretti: "Un confronto deludente"

“E’ fondamentale che venga applicato l’accordo sul prezzo del latte alla stalla: per i nostri lavoratori, per la nostra economia per il nostro territorio”. Lo ha ribadito la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi al tavolo che ha convocato stamani (26 gennaio) su richiesta di alcuni soggetti del mondo agricolo riguardo al mancato rispetto dell’accordo sul prezzo del latte alla stalla firmato a novembre al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Al tavolo erano presenti insieme ai rappresentanti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, anche il presidente dell’Aia (associazione italiana allevatori) Roberto Nocentini, il mondo della cooperazione con Legacoop e Confcooperative nella persona di Fabrizio Tistarelli in rappresentanza anche del Latte Maremma tra coloro che avevano chiesto l’incontro, e Mukki Latte. Per la grande distribuzione Conad e Unicoop Firenze.

“A tre mesi dalla firma dell’intesa arrivata dopo lunghe trattative tra allevatori, industria della trasformazione e grande distribuzione – ha detto Saccardi – invito tutti i soggetti all’applicazione dell’accordo. Grandi sono le difficoltà che stanno vivendo gli allevatori produttori di latte, sia a causa della maggiorazione del costo delle materie prime sia per la complessità dei disagi che il settore sta vivendo da tempo. E’ fondamentale pertanto la salvaguardia dell’economia del latte, non solo per il numero degli occupati che ad essa è legato, ma anche per il valore del prodotto che in Toscana riusciamo a offrire grazie a una zootecnia attenta al biologico e alle tecniche di conservazione. Non ultimo, all’industria zootecnica del latte è connessa una valorizzazione del territorio che senza di essa sarebbe in gran parte abbandonato”.

La vicepresidente Saccardi, ringraziando Mukki Latte, Conad e Unicoop per aver accolto l’invito a sedersi al tavolo, ha preso atto della disponibilità manifestata da Mukki Latte a discutere direttamente con gli allevatori per la valorizzazione economica del prodotto e della disponibilità di Conad e Unicoop a valutare l’applicazione dell’accordo e quindi l’aumento del costo del latte alla stalla.

La Regione, da parte sua, si è resa disponibile a coordinare e supportare dal punto di vista tecnico tutti i soggetti presenti al tavolo riguardo alle opportunità che – per quanto riguarda le filiere e i soggetti della trasformazione e della promozione – potranno offrire il Pnrr e il Psr in particolare la misura 3.2 già uscita e la misura 4.2 in via di definizione.

“Sosterremo – ha concluso Saccardi – la filiera e i produttori con i nostri uffici, perché possano offrire loro tutta la consulenza tecnica e gli strumenti necessari per attingere alle risorse pubbliche che il Pnrr e il Psr potrebbero rendere disponibili a brevissimo”.

Alza la voce anche Coldiretti Toscana: “La grande distribuzioni rispetti l’accordo sul prezzo del latte. La Toscana sia di esempio e detti per prima i tempi di attuazione. La fase delle discussioni è terminato nel momento in cui è stato da tutti firmato il protocollo d’intesa della filiera lattiero-casearia che prevede che la Gdo riconosca tre centesimi di premio, cui le aziende della trasformazione potranno aggiungere un ulteriore centesimo. Questo è il tempo di agire. I produttori di latte non possono continuare a produrre in rimessa alla luce anche dell’impennata spaventosa dei costi delle materie prime, in primis mangime, il cui peso ricade esclusivamente sulle stalle”.

A prendere posizione è Coldiretti Toscana al termine del tavolo sul latte convocato dal vice presidente della Regione Toscana. Al tavolo, a cui hanno partecipato il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi, il presidente di associazione italiana allevatori, Roberto Nocentini  erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e di alcuni gruppi della Gdo (Conad, Unicoop e Mukki). Un tavolo “deludente” come lo ha definito il presidente, Fabrizio Filippi: “la Toscana è oggi la prima regione in Italia, e per questo ringraziamo il vice presidente Stefania Saccardi, a convocare un tavolo con gli attori della filiera lattiero-casearia, per applicare quanto previsto dal protocollo siglato lo scorso novembre. Parliamo di 4 centesimi in più al litro del prezzo minimo del latte alla stalla che per un allevamento, oggi, nel bel mezzo di questa tempesta perfetta, fanno la differenza tra restare aperti o chiudere per sempre. Ci dispiace – prosegue – che alcuni dei principali gruppi della Gdo che operano in Toscana non siano stati presenti. È una grave mancanza di rispetto nei confronti degli allevatori, dei consumatori e delle istituzioni. Gli accordi sono fatti per essere rispettati altrimenti a che servono?”.

“Con l’accordo la grande distribuzione organizzata – spiega i termini Coldiretti – si impegna affinché si valorizzino e si incrementino gli acquisti di latte Uht, latte fresco, yogurt e formaggi freschi e semi stagionati, tutti da latte 100% italiano, riconoscendo un premio emergenza stalle che viene corrisposto alle imprese della trasformazione per poi essere riversato integralmente agli allevatori, sino a 3 centesimi di euro al litro di latte, con una soglia massima di intervento pari a 0,41 euro/litro alla stalla, iva esclusa. Le imprese di trasformazione, incluse le cooperative, a loro volta – continua Coldiretti – si impegnano a riconoscere agli allevatori loro fornitori un premio aggiuntivo sino a un centesimo di euro al litro di latte entro la soglia fissata di 0,41 euro/litro alla stalla, Iva esclusa, per il latte conferito nella Regione Lombardia, parametro dal quale determinare le soglie di premio indicativo per il latte conferito nelle altre Regioni d’Italia, senza tuttavia andare a diminuire quanto già riconosciuto. Nella contrattualistica che regola i rapporti commerciali in essere sarà inserita la dicitura “Premio emergenza stalle”.

Per un litro di latte sono riconosciuti oggi agli allevatori tra i 36 ed i 38 centesimi mentre sugli scaffali della grande distribuzione, a seconda della marca e della qualità, il consumatore può spendere anche 1,70-1,80 euro al litro. Per Roberto Nocentini, presidente degli allevatori regionale “le stalle sono in grande affanno per effetto degli spaventosi aumenti di questi mesi. Molte imprese, in queste condizioni, non arriveranno alla primavera. Quando chiude una stalla si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate. Con un prezzo giusto si garantisce il futuro di interi territori, con un prezzo inadeguato, ben al di sotto, del costo minimo, non si produce più latte e si abbandona il territorio. C’è molto di più in ballo”.

Coldiretti convocherà, già la prossima settimana, una serie di incontri sul territorio con la base sociale per definire le successive azioni.

“È necessario sostenere la produzione di base del latte, altrimenti il prodotto toscano, con la sua tipicità, morirà. E noi non possiamo permetterlo. Abbiamo un valore aggiunto, dobbiamo proteggerlo. Non riteniamo poi corretto che siano stati applicati aumenti del prezzo di vendita su altre merceologie del comparto agro-alimentare ritenuti primari, dal pane alla pasta, e questo non possa accadere per il lattenon lo facciamo per avere ricavi in più, ma perché la situazione attuale obbliga a queste valutazioni. Stanno aumentando tutti i costi”. A dirlo il presidente di Confcooperative Fedagripesca Toscana (e presidente della cooperativa Latte Maremma) Fabrizio Tistarelli commentando l’incontro di oggi con la vicepresidente e assessora regionale all’agroalimentare Stefania Saccardi e tutti i soggetti del mondo agricolo.


“E’ necessario un minimo di attività sinergica – ha aggiunto – tra la produzione, la trasformazione e la commercializzazione del prodotto. Questi tre segmenti devono per forza trovare punti di incontro per cercare appunto di salvaguardare la produzione di base. Da parte nostra, ripeto, la necessità è di un adeguamento del prezzo del latte alla stalla, altrimenti non riusciamo a garantire i nostri soci: gli incrementi dei costi, dall’energia al packaging, si riflettono sulla gestione delle aziende di trasformazione”.
In questo quadro il ruolo della Regione, ha evidenziato Tistarelli, è “fondamentale. La Regione ha il compito di tenere insieme il tavolo di confronto, che deve essere periodico per far emergere le difficoltà del comparto. In più può coordinare e sostenere eventuali attività legate alle nuove misure che ci saranno dal punto di vista dei finanziamenti. Le risorse dovranno essere facilmente accessibili, altrimenti si rischia il caos”.

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