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Tanti stranieri alla seduta di vaccinazione alla caserma Savoia a Grosseto

Già alle 14,30, una lunga fila di persone era in attesa di poter accedere alla sede per ricevere il siero

Tanti stranieri alla seduta di vaccinazione alla caserma Savoia a Grosseto.

Macedoni, inglesi, pakistani, peruviani, indiani, francesi, nigeriani, cinesi, russi, ucraini, bengalesi, insomma cittadini stranieri di ogni parte del mondo si sono presentati ieri (26 settembre) alla seduta speciale dedicata alla loro vaccinazione.

Già alle 14,30, una lunga fila di persone era in attesa di poter accedere alla sede per ricevere il siero. 9 su 10 erano stranieri, per la maggior parte senza prenotazione, a cui è stato assegnato un numerino per ottimizzare l’accesso.

Alle 18,30 erano 130 gli stranieri vaccinati.

Una risposta forte, quindi, da parte dei cittadini stranieri e la dimostrazione che l’azione di informazione fatta nei giorni precedenti, grazie alla collaborazione tra diversi soggetti istituzionali e del terzo settore, della comunità grossetana, tra cui Asl Toscana sud est, Coeso, associazioni, cooperative per l’accoglienza dei migranti, ha funzionato e ha permesso di raggiungere l’obiettivo dell’iniziativa ovvero sensibilizzare e includere maggiormente le persone non ancora vaccinate perchè messe in difficoltà da barriere linguistiche o burocratiche.

Come sempre, in sede operativo personale Asl (medici, infermieri, oss, personale amministrativo), impegnato a dare il massimo affinchè tutto andasse bene e oggi è stato possibile anche grazie alla presenza dei cinque mediatori linguistici di Oxfam Italia con il progetto Icare, che soprattutto nella fase di accettazione hanno facilitato i vaccinandi nella comprensione della modulistica e del percorso da fare, oltre al determinante sostegno logistico dei militari del III Reggimento Savoia cavalleria che ospita il centro vaccinale.

Tra i tanti che hanno deciso di vaccinarsi questo pomeriggio, c’è Cristhian, 42 anni, peruviano, arrivato in Italia nel 2019: “Sono un personal trainer, svolgevo la mia attività in Perù, ma sono dovuto scappare da là perchè la difficoltà economiche erano ormai irrisolvibili e sono venuto in Italia per trovare una condizione di vita migliore. Così è stato, qui ho trovato lavoro e anche per questo sono venuto a vaccinarmi. Il vaccino proteggerà me dal Covid e mi permetterà di continuare la mia attività fatta di contatti con le persone che seguo. Mi ritengo fortunato di aver potuto contare su questa opportunità e spero che come me, tanti altri stranieri la colgano”.

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