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Fp Cgil: “Sanità al collasso per mancanza di personale”

Il sindacato snocciola i numeri: "Bisogna intervenire"

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“Esiste una sofferenza diffusa nel mondo della sanità”. Lo afferma Fp Cgil che snocciola i dati in Toscana.

“Più di 20 mesi di pandemia hanno messo sotto stress operatori e ammalati: si sono  accumulati esami, screening, interventi chirurgici – afferma -. Un deficit sanitario che ha già provocato in Italia circa 25 Mila morti nel 2020. Per questo è necessario aprire subito un confronto serio e serrato che parta dai numeri. In gioco vi è il destino della sanità pubblica. Vi sono situazioni esplosive. Servono investimenti nella Sanità Pubblica per bloccare la deriva della privatizzazione. No al blocco delle assunzioni per medici e infermieri. Sulla sanità è urgente aprire un confronto”.

“Mancano oggi solo in Toscana 400 medici dell’emergenza e del 118. I medici – si legge nella nota del 118 – scappano dai pronto soccorso e mancano gli specializzandi in medicina d’urgenza. Dei 1000 posti di specializzazione 500 sono andati deserti. Nelle Aziende Toscana, su 170 posti a concorso i candidati sono solo 50, tutti idonei. Condizioni usuranti di lavoro, pochi riconoscimenti di carriera stanno provocando la fuga dal settore. Ma mancano anche anestesisti, chirurghi, pediatri, cardiologi, medici di medicina generale, ecc… In dettaglio, nelle strutture pubbliche (Asl e Aou) toscane ci sono in 21756 infermieri, di cui 8048 nell’Area Vasta Nord-ovest, 8559 nella Centro e 5149 nella Sud-est. Rispetto alla popolazione residente nelle tre Aree Vaste il rapporto tra numero di infermieri e cittadini è molto variabile. Si passa da 6,5 per 1000 abitanti nella Nord, 6,2 nella Sud e  5,3 nella Centro: mentre la media Osce, lo ricordiamo, è 8,9 per 1000 abitanti e testimonia quindi una diversa ma profonda sofferenza in tutte le aree della Toscana. Ancora maggiori le asimmetrie nelle Aziende Ospedaliere Universitarie. 1 infermiere ogni 595 cittadini di AV nella AouP, 1 ogni 735 a Careggi e 1 ogni 712 nella Aous. Per non parlare delle asimmetrie dei medici che in totale ammontano a 8932 pari a 2,4 medici ogni 1000 abitanti ma con differenze tra zona e zona . 2,6 medici per 1000 abitanti nella Nord, 2,3 nella Centro e 2,4 nella Sud. Nelle AOU si passa da 72 medici ogni 100 Mila abitanti nella AouP a 58 nella Centro e 56 nella Aous. Per programmare si parte da questo, dagli errori di programmazione formativa, da anni di mancate assunzioni legate al blocco del personale al 2004 meno 1,4 % che hanno devastato il nostro sistema pubblico. Poi è arrivato il Covid e tutto si è amplificato mettendo in evidenza queste carenze, velocizzando il trasferimento delle attività più lucrose al privato, innescando quindi un processo di privatizzazione  molto pericoloso. Il servizio sanitario pubblico  va salvaguardato  e lo si può fare solamente facendo investimenti sul personale, sulla formazione e salvaguardando le condizioni di lavoro. Chi non lo comprende mostra limiti di incompetenza o correità”.

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