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Un nuovo ecografo per la sala parto del Santo Stefano donato dalla Fondazione Ami Prato

E' un supporto tecnologico per elevare la sicurezza per mamma e nascituro

Un nuovo ecografo per la sala parto del Santo Stefano donato dalla Fondazione Ami Prato.

Lo strumento, Ge P8 è dotato di sonda transaddominale e di sonda trans vaginale. Oltre a fornire un’ottima risoluzione di immagini di rapida acquisizione sia nella modalità classica (B-Mode) che mediante Color e Power Doppler per lo studio della vascolarizzazione materno-fetale, è provvisto di un sistema all’ avanguardia chiamato Sono Labour and Delivery basato sull’intelligenza artificiale. In casi specifici o a maggiore complessità o dubbi, il sistema permette all’operatore esperto che ha ricevuto un adeguato training, di valutare e calcolare in modo automatizzato specifici angoli relativi alla posizione e progressione della testa fetale in fasi avanzate di travaglio, così da poter effettuare la scelta migliore e più sicura per la modalità del parto.

La struttura di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Santo Stefano di Prato, diretta dalla dottoressa Anna Franca Cavaliere, dispone di 7 apparecchi ecografici, tra cui alcuni ad alta performance, dedicati allo screening e diagnostica ultrasonografica della donna sia in gravidanza che con problematiche ginecologiche.

L’acquisizione di questo nuovo ecografo  dedicato per un utilizzo in sala parto, apporta un ulteriore e importantissimo supporto tecnologico per elevare la sicurezza per mamma e nascituro durante il travaglio e nella gestione di eventuali complicanze del post-partum.

L’obiettivo principale infatti, è quello di garantire la massima sicurezza: gli operatori oltre alle proprie elevate competenze professionali devono usufruire di tecnologie avanzate fornite dall’ecografia, non solo per le valutazioni routinarie ma anche per quelle complesse, in particolare quando il travaglio o il parto non avvengono in maniera fisiologica e trova indicazione, ad esempio, l’applicazione della ventosa ostetrica, oppure quando dopo il parto si verifica nella donna una perdita ematica superiore alla norma ed è necessario comprenderne rapidamente la causa.

“Tutto il team è grato alla direzione ospedaliera, all’azienda Sanitaria e all’impegno generoso della Fondazione Ami PRATO che da sempre supportano l’area ostetrica permettendo di migliorare e raggiungere l’eccellenza – ha sottolineato la dottoressa Cavaliere. Questo generoso gesto è una delle tante espressioni della comunione di intendi portata avanti con AMI per mettere al primo posto la sicurezza e il benessere di mamma e bambino, assicurare una esperienza positiva del parto e garantire il corretto intervento nei casi complessi e complicati in cui la tecnologia avanzata è indispensabile al team che si occupa del parto”

 

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