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Tavolo sul settore moda, l’Ugl: “Professionalità che vanno sostenute e tutelate”

Il segretario Fiorin: "Il Governo ha preso atto dell’errore e promesso di lavorare sin da subito per fare in modo che possano essere tutelate tutte le aziende"

Seconda riunione operativa del tavolo della moda presieduto dal viceministro dello sviluppo economico, Gilberto Pichetto, con l’obiettivo definire una nuova politica industriale per un settore strategico per il Paese. Presenti, oltre ai vertici istituzionali competenti, tutti i rappresentanti della filiera produttiva e distributiva del settore e le organizzazioni sindacali tra i quali il vice segretario generale dell’Ugl Chimici Eliseo Fiorin.

Un settore di eccellenza per capacità produttiva, creatività e stile che conta circa 550 mila addetti.

ugl moda fiorin

“Professionalità – sottolinea Fiorin – che vanno tutelate e sostenute”.

Il comparto è stato tra i più penalizzati dal lockdown, ha subito perdite economiche pesanti, motivo per il quale è stato emesso un decreto che ha prolungato il blocco dei licenziamenti. Il metodo utilizzato per individuare le aziende del settore è stato quello dei Codici Ateco 13, 14 e 15.

“Un criterio – spiega  – che purtroppo non è riuscito a tutelare l’intero mondo della moda italiana perché, come ho spiegato al vice ministro nel mio intervento, alcune aziende che producono suole per le scarpe e che applicano il contratto del settore gomma e plastica, hanno aperto la procedura di licenziamento per i propri dipendenti fermano la produzione di un elemento fondamentale per il comparto calzaturiero. Insomma, l’approccio e le intenzioni del tavolo vanno nella giusta direzione ma occorre fare di più e meglio”.

Al problema sollevato da Fiorin ha risposto immediatamente il segretario generale del ministero del lavoro Bianchi che ha preso atto della situazione riconoscendo un buco nel decreto a cui dover mettere mano nel più breve tempo possibile: “Il Governo ha preso atto dell’errore – conclude il vice segretario Ugl Chimici – e promesso di lavorare sin da subito per fare in modo che possano essere tutelate tutte le aziende che, in un modo o nell’altro, fanno parte dell’indotto moda”.

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