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Riaperture a Firenze, soddisfazione a metà: “Si sono fatti figli e figliastri”

Tante aspettative ma anche molti dubbi da Confesercenti e Confcommercio. E si attende il 'tagliando' del decreto a metà maggio

Firenze prova a ripartire anche con I tavolini dei locali riapparecchiati nelle piazze. A dirlo è l’agenzia Dire.

La ripartenza arriva in una giornata uggiosa, con qualche goccia di pioggia la mattina e il cielo velato tornato a riaprirsi nel pomeriggio. Quello del meteo non è dettaglio da poco e neppure la classica conversazione da ascensore, visto che il governo ha dato il via libera a pranzi e cene in zona gialla, ma solo all’aria aperta. E come è andata? “Per ora bene. A pranzo ho fatto un giro in centro e i tavolini erano quasi tutti pieni. Probabilmente in tanti aspettavano il fatidico gong per mettersi a tavola seduti. Dell’asporto non se poteva piu’. Per la cena vediamo” il tempo e la temperatura, spiega il responsabile cittadino di Confesercenti Lapo Cantini, che fa il punto all’agenzia.

“Vedo che c’è pià movimento e sicuramente l’effetto psicologico della zona gialla potrebbe aiutare in questa fase, osserva. Parallelamente a questo, però, resta il nodo di chi è ancora costretto a non riaprire perché sprovvisto di spazi esterni”. Al Comune, rivela, “stanno arrivando moltissime richieste” per nuove concessioni di suolo gratis (le mille dello scorso anno sono state automaticamente rinnovate, mentre ora il nuovo avviso restera’ aperto fino al 31 maggio) “e il nostro obiettivo è farle rilasciare il prima possibile”.

Un punto su continua a battere Aldo Cursano, presidente della Confcommercio fiorentina. “Il desiderio c’è, l’ho visto stamattina. È come tornare a respirare dopo l’apnea”, però “resta il retrogusto amaro” per un decreto che ha creato “figli e molti figliastri”, dice spiegando che due delle sue tre attivita’ sono ancora ferme ai box, “in lockdown” dice lui, perché al chiuso. “E a Firenze in queste condizioni sono in tante, più della meta’”.

C’è questo e ci sono le disparità anche tra chi ha avuto la possibilità di aprire: “I dehors delle piazze hanno a disposizione grandi spazi“, ma “sono eccezioni”. Altri, soprattutto nelle vie del centro, si devono accontentare “di ‘striscioline’ di suolo con due, tre quattro tavolini al massimo”. Ed è in questo caso “che gli imprenditori rischiano di aggiungere danni al danno”, visto che rimettere in moto la macchina può essere diseconomico.

Detto questo, “L’aspettativa c’è. Stamattina dare il caffè nella tazzina in ceramica è stato un piacere”. Tuttavia “la sera fa ancora freddo per stare a tavola un’ora, un’ora e mezzo all’aperto. Senza un dehors strutturato” lavorare può diventare complicato. “Spero quindi che questa discriminazione possa rientrare in pochi giorni”, anche perché “già il 10 maggio sembra ci sia il tagliando” del decreto. Conclude riflettendo proprio sul caffè: “Hanno messo fuori legge la possibilità di prendere il caffè al banco. In tutta Italia, non solo a Firenze, in questi giorni abbiamo visto persone assembrate e balli: il problema è prendere il caffè al bancone del bar?”.

 

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