“Reperire personale”: approvata in Regione la mozione del Pd per gli ospedali ‘meno attrattivi

Primo firmatario Gianni Anselmi,

Una mozione del Partito democratico sulla necessità di intervenire per garantire il reperimento di personale negli ospedali periferici, o “meno attrattivi”, come sottolineato dal primo firmatario, Gianni Anselmi, è stata approvata all’unanimità (35 voti a favore) dal Consiglio regionale della Toscana.

L’atto impegna l’esecutivo “a portare a compimento sulla base delle decisioni già assunte, un progetto regionale per l’attuazione di modelli organizzativi e contrattuali incentivanti e adeguati, per risolvere la problematica del reperimento di personale per gli ospedali considerati meno attrattivi per la componente professionale”.

La mozione ricorda come recenti studi, come quello di Anaoo del 2020, stimino al 2023 una carenza variabile tra 10 e 24mila specialisti, e come tale “ammanco di personale” possa essere maggiormente accentuato nelle strutture sanitarie più periferiche, come gli ospedali collocati nelle aree interne, montane o insulari, o con tipologie di risposta a minore complessità.

Anselmi ha ricordato la delibera di giunta del marzo 2021, che stabilisce un percorso volto alla definizione degli strumenti e dei modelli più idonei per affrontare la problematica e che con successivo decreto attuativo sono stati costituiti quattro gruppi tecnici di lavoro, con il coinvolgimento di una serie di professionisti con comprovata esperienza in materia.
Anselmi, facendo riferimento al tema, “che più volte si è affacciato nel dibattito consiliare e che ha trovato cittadinanza nel corso degli Stati generali della salute”, ha parlato della mozione come di un “tentativo di ricondurre lo stesso tema ad un approccio complessivo, per un percorso condiviso e motivante per gli stessi territori della Toscana”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Scaramelli (Italia Viva), che stava presiedendo i lavori, ha ringraziato i firmatari per aver presentato la mozione, il consigliere Diego Petrucci (Fratelli d’Italia), ha espresso una posizione contraria: “Io non ringrazio i sottoscrittori –  ha esordito il consigliere, spiegando che questa mozione, con richiesta di anticipazione di discussione in aula da parte del presidente del Partito democratico, si inserisce nel percorso di una proposta di legge di Fratelli d’Italia illustrata in commissione Sanità lo scorso 2 febbraio – A che gioco si gioca? Dov’è finito il rispetto per i lavori delle Commissioni consiliari?”.

E dichiarandosi “perplesso e amareggiato per il modus operandi del Consiglio regionale”, dopo aver chiesto di inviare la mozione in commissione Sanità, per una discussione congiunta con la proposta di legge, ha invitato il segretario generale ad esprimere il proprio parere.

“Capisco l’amarezza del consigliere Petrucci – dichiara il vicepresidente della commissione Sanità, Andrea Ulmi (Lega) –, ma molto pragmaticamente ritengo che la cosa fondamentale sia che tutti i gruppo abbiano l’obiettivo di sensibilizzare e prendere i giusti provvedimenti per favorire un’attenzione particolare rivolta alle zone disagiate dal punto di vista sanitario. Noi abbiamo ritirato la nostra mozione, perché sovrapponibile alla proposta di legge di Fratelli d’Italia. La mozione del Pd è un po’ generica, ma conta la sostanza”.

Mario Puppa (Pd) ringrazia “il collega Anselmi per l’opportunità che offre con questa mozione. La Giunta regionale è impegnata con una delibera del 15 marzo 2021, con questa mozione, si intende spingere, inserendo il tema nel percorso degli Stati generali, con cui si di ridisegnare sanità toscana. C’è un elemento fondamentale nel merito della mozione: la carenza di medici, con la volontà di spingere verso la soluzione di quella che è un’emergenza. Non c’è voglia di primogenitura. Abbiamo responsabilità di trovare meccanismi di equità nel sistema sanitario”.

Il capogruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli interviene sulla “questione di metodo. La mozione è un ulteriore supporto alla proposta di legge presentata da Petrucci. Stiamo affrontando un problema attuale, emergente, molto sentito. Non c’è contrapposizione”.

“Non mi appassionano di solito le questioni di regolamento, ma questo può essere di buon auspicio per la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia”, dichiara la consigliera Silvia Noferi (Movimento 5 stelle). “Il tema è importante, fondamentale per i toscani. Il Pd lo riconosce, mi auguro che ci sia una convergenza sulla proposta di legge del collega Petrucci. L’interesse pubblico deve essere alla base di tutto”.

Secondo il presidente Enrico Sostegni (Pd), “la commissione Sanità sta facendo un lavoro di carattere generale. Sono d’accordo con Petrucci: sarebbe preferibile produrre più atti legislativi e programmatori e meno mozioni, ma c’è la libera iniziativa dei singoli consiglieri, che non è giusto limitare”.

Anche Andrea Pieroni (Pd) esprime “piena adesione ai contenuti di questa mozione, che si occupa di un tema urgente, sensibile e delicato, interessa la sanità territoriale, di prossimità e ospedaliera. Anche in questi giorni arrivano segnalazioni da parte di amministratori locali, sindaci, su aree che rischiano di essere desertificate rispetto alla presenza di medici di medicina generale”.

“Nelle parole del collega Petrucci mi riconosco – dice Marco Stella (Forza Italia) –. Conosco il lavoro che Ulmi, Galli e Petrucci svolgono in commissione sanità. Come facciamo, però, a non votare questa mozione? Poche volte mi è capitato di vedere un atto d’accusa così preciso che dal Consiglio regionale arriva all’assessore alla Sanità. E l’assenza dell’assessore nel momento in cui si discute questo tema è un vulnus ulteriore. Si dice che in un anno l’assessore e la Giunta non hanno fatto niente, altrimenti non ci troveremmo in queste condizioni. C’è un dato politico, è un atto di sfiducia”.

“Voglio leggere nella mozione un tentativo di rafforzare la proposta di legge firmata da Petrucci e cogliere quanto di propositivo c’era nelle parole del capogruppo Ceccarelli e del presidente della commissione Sostegni – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli – Se sulle mozioni si cerca sempre il massimo coinvolgimento di tutti nulla vieterebbe di rimandare l’atto in commissione e discuterlo insieme alla proposta di legge di Petrucci, oppure chiedere allo stesso Petrucci di aggiungere la firma sulla mozione. In caso contrario, non si può non vedere un’operazione politica per anticipare la nostra proposta di legge. Nel merito, non si può non condividere quanto scritto nella mozione. Avrei voluto un intervento dell’assessore, perché se si va in questa direzione, la sanità toscana ne risulterà cambiata”.

Nelle dichiarazioni di voto, il primo firmatario Anselmi si dice “dispiaciuto del fatto che il dibattito abbia affrontato in larga parte il tema delle relazioni politiche all’interno del Consiglio. Con questa mozione, richiamiamo una delibera della Giunta e la necessità di accelerarne l’attuazione. La mozione dà sponda al governo regionale per riprendere questo percorso. Non c’era alcuna voglia di destituire la proposta di legge di Petrucci. Questa competizione sulla primazia è completamente estranea al mio modo di ragionare. Il confronto sull’iter legislativo non mancherà. Rispetto ad alcuni dei temi, ritengo serva una copertura legislativa nazionale”.

“L’atto che andiamo a votare è ben fatto, il nostro voto favorevole non corrisponde tuttavia a una valutazione positiva rispetto a quanto sta facendo la Giunta regionale”, chiarisce il portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega).

E Petrucci annuncia il “nostro voto favorevole. Non c’è un problema di primogenitura, ma di tempistica: è stata chiesta l’anticipazione della mozione nel momento in cui si va a discutere la nostra proposta di legge in commissione. Voteremo comunque a favore, con la considerazione che se dopo decenni e dopo aver devastato la sanità territoriale, il Pd pensa di risolvere la vicenda con una mozione, alziamo le mani. L’atto mina la credibilità dell’assessore Bezzini”.

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