A Rondine Cittadella della Pace il Gonfalone d’argento del consiglio regionale

La consegna dal presidente Antonio Mazzeo a Franco Vaccari, alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti

Il Gonfalone d’argento del Consiglio regionale della Toscana è stato consegnato a Rondine Cittadella della Pace, luogo di speranza, per lo straordinario impegno con cui da 25 anni forma giovani provenienti da tutto il mondo per favorire la risoluzione non violenta dei conflitti, il confronto, il dialogo e la pace”.

Il massimo riconoscimento dell’assemblea regionale è stato consegnato oggi, lunedì 28 febbraio, dal presidente Antonio Mazzeo a Franco Vaccari, alla presenza del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. Come annunciato dieci giorni fa, in occasione della visita di una delegazione del Consiglio regionale, Mazzeo ha dato seguito all’impegno di assegnare il riconoscimento. Tante le autorità presenti oltre a Mazzeo: i vicepresidenti del Consiglio regionale Stefano Scaramelli e Marco Casucci, i consiglieri regionali Vincenzo Ceccarelli, Lucia De Robertis, Giovanni Galli, Fausto Merlotti, Massimiliano Pescini, Cristiano Benucci e Marco Stella, il presidente della Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, il senatore Riccardo Nencini, anch’egli già presidente del Consiglio regionale, l’assessora all’Educazione e welfare del Comune di Firenze Sara Funaro e monsignor Vasco Giuliani.

“Si tratta di una decisione presa in pochissimo tempo – dice Mazzeo aprendo la cerimonia –, dopo la visita a Rondine del 18 febbraio, che  è stata un’esperienza bellissima”. Il presidente saluta gli altri consiglieri in sala e le altre autorità presenti, “che danno il segno dell’importanza di questo conferimento, specialmente in un tempo terribile come quello che stiamo vivendo. La guerra è tornata vicino alle nostre case, a non tanti chilometri da qui. Rondine è una speranza in un tempo difficile di paure, di ansia, di preoccupazioni. Da oltre 25 anni opera nel bellissimo borgo vicino ad Arezzo, per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e lo fa insieme ai giovani con un progetto straordinario: far arrivare coppie di ragazze e ragazzi provenienti da Paesi in conflitto tra loro per vivere due anni di convivenza e formazione. Arrivano da nemici, o così almeno è quello che gli hanno raccontato, ma a Rondine iniziano un percorso diverso, fatto di incontro, di confronto, di conoscenza, di consapevolezza”.

A Rondine, prosegue Mazzeo, “i giovani scoprono l’inganno che sta dietro la parola ‘nemico’ e scoprono che dietro la teoria di questa parola c’è la realtà di una persona, di un essere umano. Mi hanno raccontato che la maggior parte dei ragazzi e ragazze arrivano a Rondine senza aver mai visto in faccia quelli che la storia gli ha insegnato essere ‘i loro nemici’. Crescono con l’idea di un nemico che non ha un volto. E quando arrivano a Rondine faticano a parlarsi, a mangiare allo stesso tavolo, perfino a fare una lavatrice insieme lavando i panni nella stessa acqua. Poi, col tempo, tutto cambia. Con la convivenza, la formazione, la conoscenza. E la cosa più bella e più grande che accade in quel luogo è che, proprio come simboleggia la rondine, si raccoglie il meglio di questa esperienza e la si riporta a casa, la si restituisce”.

Così, dice ancora il presidente del Consiglio regionale, “giorno dopo giorno, Rondine forma dei ‘costruttori di pace’, donne e uomini pronti a stare uno al fianco dell’altra per cambiare i propri Paesi e trovare vie alternative alla guerra. Questo è il più grande insegnamento che ci consegnano ed è la ragione profonda da cui è nata la volontà di premiarvi con questo riconoscimento”. Al presidente di Rondine, Franco Vaccari, Mazzeo rivolge un “grazie per l’intuizione che hai avuto anni fa. Rondine è un esempio e un luogo che rappresenta un orgoglio per tutta la Toscana con rinnovato senso di comunità e responsabilità, sfidando pregiudizi, dolore, convinzioni e a volte la storia stessa”.

La Toscana, conclude  Mazzeo, “è sempre una terra di pace, di diritti, di libertà, prima al mondo ad abolire la pena di morte. La pace è come la memoria: va tenuta viva, va vissuta sulla pelle, va ricordata e ricercata ogni giorno. E non va mai data per scontata. Il presidente ricorda il lavoro nella direzione del dialogo e della pace, con l’auspicio che possa “diffondersi presto in tutta Europa, nel solco dell’impegno e del lavoro che in questa direzione ha sempre fatto Davide Sassoli. Come istituzioni ci prendiamo questo impegno: continuare a sostenere esperienze come questa che incarnano i valori e la storia più profonda della nostra Toscana. Rinnovando la speranza di poter costruire insieme, il prossimo 21 settembre, una prima grande iniziativa in occasione della Giornata della Pace. Vi chiediamo di continuare a svolgere la vostra parte, fate un lavoro enorme”.

Il presidente Eugenio Giani riconosce al Consiglio regionale il “grande merito di cogliere al volo l’intuizione, dopo una visita alla cittadella della pace. Mi ritrovo assolutamente in questa scelta, Rondine punto di riferimento valoriale di una identità che contribuisce al profilo della Toscana di non violenza, pace, libertà, democrazia tra i popoli. Franco Vaccari ha fatto un lavoro straordinario. In quel borgo nel comune di Arezzo, in quel luogo così bello c’è un cuore di cultura che esprime il sentimento più profondo della Toscana. Qui nel palazzo dell’Assemblea, ma in generale della Toscana, Rondine deve essere sentita come il cuore della nostra regione. Viviamo momenti davvero drammatici, quello che arriva dall’Ucraina dimostra come sia attuale parlare di pace, di incontro tra culture diverse”.

Una ragazza di Rondine, Gunai (proveniente dall’Azerbajan) ha ricordato che le immagini alle quali assistiamo oggi “purtroppo sono molto familiari per molti di noi, e questo ci fa ancora più male. Siamo testimoni di un disastroso fallimento dei negoziati e degli accordi; un clamoroso fallimento della politica. A causa della guerra, i nostri cuori sono pieni di dolore, di pena e di rabbia. Quante occasioni perse, quante vite umane perse. Continuiamo a lavorare per la pace”. E il toscano Luca (da Castiglionfiorentino), ex studente del quarto anno di Rondine, ricorda che “l’impegno profuso a Rondine è ancora più evidente se si pensa che la sicurezza, le opportunità e la fortuna di vivere un paese come l’Italia ci può far dimenticare che esistono conflitti terribili. Anche oggi – dice – è fondamentale ricordarci delle parole di Liliana Segre: dobbiamo essere agenti e leader per il cambiamento. È cruciale incidere positivamente nel presente. Pensiamo all’Unione europea e non dimentichiamo che questa istituzione ha permesso un lungo periodo di pace. Oggi siamo noi a dover costruire passo dopo passo un futuro fatto di pace”. E ricorda il suo amico e “compagno Vlad, che sta patendo gli orrori della guerra”.

Il cardinale Bassetti saluta “le tante persone che ritrovo qui e mi commuovo a ripensare gli accadimenti della mia vita. Da bambino, piangevo sempre, avevo paura dei bombardamenti, mia madre pensò che fossi disturbato da uno spirito da un qualche spirito e mi portò a farmi benedire. Poi vedo queste rondinelle che per arrivare da noi hanno attraversato il mare, che purtroppo sta diventando un cimitero, ma deve tornare ad essere una profezia di pace. I muri in mezzo all’acqua ci stanno male, servono ponti. Il rivale è il mio amico che sta sull’altra riva. Il nemico non esiste, esiste chi ha delle idee distorte sull’uomo, sulla storia, su come costruire la storia”. Rondine, dice Bassetti, “è un progetto bellissimo che crede in questa visione umana, nuova, cristiana. La pace è possibile, perché ci siete voi – dice rivolto ai ragazzi – e siete cresciuti nella pace e tante rondinelle hanno portato la pace sulle rive del Mediterraneo. Portate la testimonianza che la pace c’è, che la pace è possibile. Ha ali fragili ma deve trovare approdi sicuri”.

Franco Vaccari risponde con un “grazie profondo per questo riconoscimento. Sono emozionato, il presidente Bassetti si può fregiare del titolo di co-fondatore di Rondine. Arrivò che avevamo cominciato da un anno e mezzo – racconta –. ‘Qui sento il profumo di La Pira’, mi disse un giorno. Sì, Rondine è una storia bellissima, mattone dopo mattone l’abbiamo costruita”. Saluta i consiglieri regionali, istituzioni presenti e il sindaco Ghinelli “col quale facevamo a cuscinate, quando eravamo compagni di scuola, sperimentando il conflitto, ma senza farci male. Prendo io il riconoscimento – dice ancora Vaccari –, ma è di questi ragazzi e ragazze. Il conflitto c’è, non si scappa, se non se ne riconoscono i segni poi è troppo tardi, lo vediamo in queste ore. A Rondine siamo portatori sani di ‘nemico’, la pace è una costruzione faticosa e dolorosa, fatta di relazioni per condividere il dolore. Questo Gonfalone è un po’ il filo, l’appoggio di cui le rondini hanno bisogno, contro il cinismo dilagante di chi fa il sorrisetto ironico e dice a questi ragazzi: ‘e ora cosa credi di avere fatto?’. Le istituzioni hanno questo compito di proteggere e valorizzare i piccoli passi. Se Rondine è nata in Toscana non è stato per caso, c’è un buon motivo. Spero che possa allargarsi all’Europa e al Mediterraneo. Con Sassoli ne avevamo parlato”.

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