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Vertenza Gkn, in fabbrica le assessore Monni e Spinelli portano il sostegno della Regione

Le esponenti di giunta: "Tutte le istituzioni devono fare da argine a questo modo di fare impresa"

Le assessore Monia Monni e Serena Spinelli sono state questo pomeriggio (12 luglio) allo stabilimento della Gkn di Campi Bisenzio per incontrare i lavoratori e sostenerli nella loro battaglia.

La Gkn, multinazionale del settore automotive, venerdì ha licenziato i propri dipendenti, 422 persone, inviando loro una mail senza alcun preavviso o la costituzione di un tavolo di crisi.

“L’atteggiamento della proprietà verso i lavoratori – dichiara l’assessora Monia Monni – è assolutamente da condannare e tutte le istituzioni devono fare da argine a questo modo di fare impresa, che specula sul lavoro a discapito dei lavoratori.  I lavoratori non si licenziano dal venerdì al lunedì e non possiamo permettere che uno stabilimento si possa chiudere con una mail, perché ci sono in gioco vite, famiglie, progetti e sogni per il futuro. Non possiamo accettare questo atteggiamento violento e predatorio, che da più valore alla finanza che al fare impresa, perché in gioco c’è il futuro di 422 famiglie”.

“Non è accettabile anche perché se consentiamo che questa modalità passi, la Gkn sarà solo la prima – aggiunge  Monni –  Oggi siamo qui alla Gkn per confermare che Regione Toscana è al fianco dei lavoratori, anche se la notizia della convocazione del tavolo presso il Mise ed il ministero del lavoro, per il prossimo giovedì, è stata anticipata da parole molto preoccupanti del ministro Giorgetti, che ha minimizzato dichiarando fisiologica una situazione che invece non può essere considerata accettabile”

L’assessora Spinelli che ha la delega al sociale nel ribadire la vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori spiega: “Come detto fin da subito, la Regione sosterrà con ogni strumento a propria disposizione la loro battaglia e l’azione delle organizzazioni sindacali per fermare questa azione vergognosa: licenziare in massa 422 persone, senza motivo alcuno se non la speculazione finanziaria di un fondo d’investimento estero. Serve una reazione decisa e serve che sia corale, delle istituzioni ad ogni livello e di tutta la comunità toscana. Questa non è una lotta per ottenere sussidi, ma per difendere il lavoro, perché non deve esserci più spazio per questo genere di operazioni, per chi pretende di generare profitto sulla pelle di chi lavora”.

Temevamo a ragione lo sblocco dei licenziamenti – prosegue Spinelli – che non andava fatto, almeno fino quando il nostro paese non si sarà dotato di nuovi ammortizzatori sociali, per tutte e tutti, e finalmente di un sostegno universale a chi si trova in difficoltà economiche o lavorative. Sul lavoro e i diritti si deve riaprire una grande mobilitazione nel paese e una rinnovata azione politica, perché non è più possibile tollerare situazioni diffuse di assenza di tutele e di sicurezza, precarietà, salari bassi e sfruttamento”

 

 

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