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Rsa, l’assessore Spinelli: “Ci stiamo occupando della carenza di infermieri”

La componente della giunta Tambellini ha risposto ad un'interrogazione della consigliera Galletti (M5S): "Pagamento delle quote sanitarie nei termini"

“Ho preso informazioni dalle tre Aziende sanitarie sui tempi di pagamento delle quote sanitarie, dalle quali emerge che il pagamento delle prestazioni avviene, dopo l’acquisizione del Durc e dopo avere verificato la congruità delle giornate fatturate, nei termini stabiliti dalla normativa nazionale e regionale. In assenza di problemi nell’acquisizione di tali elementi, i tempi di pagamento massimi di sessanta giorni sono generalmente rispettati. Solo nell’Asl Toscana nord ovest sono stati riscontrati tempi leggermente più lunghi tra inizio e fine anno. Va tenuto conto che tali ritardi sono di ordine generale, sono in via di miglioramento e l’andamento generale mostra che le quote sanitarie Rsa sono pagate in tempi più celeri rispetto alla media delle altre forniture”, lo ha dichiarato l’assessore Serena Spinelli, rispondendo ad un’interrogazione di Irene Galletti (M5s) sui problemi che riguardano le Rsa, come la carenza di personale infermieristico, un tema da tempo all’attenzione dell’assessorato.

All’inizio della legislatura, nel novembre 2020, Spinelli ha infatti risposto in aula ad un’interrogazione sullo stesso problema. Per agevolare il reperimento di professionalità equivalenti a quelle uscite dal sistema privato, in seguito ai reclutamenti accelerati fatti nel settore pubblico, si mise a disposizione dei gestori privati un elenco di Operatori socio sanitari di oltre 800 nominativi e l’elenco degli infermieri partecipanti alle procedure selettive di Estar e non inseriti in graduatorie valide (circa 8mila nominativi).

In data 15 dicembre 2020, l’assessorato comunicava alle Rsa della Toscana che veniva garantita la massima priorità nell’effettuazione di test antigenici rapidi di laboratorio o tamponi molecolari di casi sintomatici o dubbi nel massimo rispetto della tempistica prevista per non aggravare il dilagare dell’epidemia. Si dava comunicazione, inoltre, che gli atenei toscani avessero in larga parte anticipato le sessioni di laurea in scienze infermieristiche. Con la collocazione delle persone positive al Covid-19 in strutture dedicate, si riaprì la possibilità per le altre Rsa di ospitare i tirocinanti dai corsi Oss e scienze infermieristiche.

Il 15 giugno scorso è stato pubblicato sul portale di Estar uno specifico avviso di manifestazione di disponibilità per infermieri da destinare alle Rsa. A seguito di tale avviso, che rimarrà aperto finché necessario, sono giunte nella prima settimana circa settanta manifestazioni di disponibilità. Successivamente in data 23 giugno è stata firmata dal presidente Giani l’ordinanza numero 56 che stabilisce, a fronte di situazione di effettiva emergenza, la possibilità di un apporto temporaneo da parte delle Asl per scongiurare il rischio di chiusure.

“Alla domanda se i temi legati alle Rsa andranno ad essere oggetto di discussione e confronto nell’ambito degli Stati generali della Salute in Toscana – ha concluso l’assessore – la risposta non può essere che affermativa. Penso sia necessario ripensare e potenziare ciò che in questi anni è stato tagliato e che ha determinato un impoverimento nella capacità di risposta sul territorio ai bisogni della popolazione anziana”.

Sicuramente soddisfatta della risposta si è dichiarata Irene Galletti: “Il fatto che si stia pensando all’interno degli Stati generali ad una risposta modulare e modulata è senz’altro un elemento al passo con i tempi – ha affermato –. Alla carenza del personale infermieristico però si è data una risposta solo parziale ed emergenziale. Su questo sono solo parzialmente soddisfatta. Un suggerimento: favorire la formazione del personale Oss, che affianchi il personale infermieristico”.

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