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Legalità e infiltrazioni mafiose in Toscana, approvata all’unanimità in consiglio regionale la legge che rafforza l’osservatorio

L'osservatorio dovrà anche elaborare linee guida e buon pratiche per la prevenzione ed il contrasto della criminalità organizzata

Legalità: in consiglio regionale è stata approvata la legge che rafforza l’osservatorio.

La proposta, presentata dal Pd, è stata approvata all’unanimità accogliendo anche alcuni emendamenti dell’opposizione

Come ha spiegato il presidente della commissione affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd), illustrando l’atto durante la seduta di stamani (9 giugno), la proposta è stata presentata dai consiglieri del gruppo Pd, primo firmatario Vincenzo Ceccarelli.

Istituito con legge regionale 42/2015, l’osservatorio nasce con lo scopo di raccogliere informazioni sul progredire dell’eventuale presenza, anche sotto forma di infiltrazioni, delle organizzazioni malavitose sul territorio toscano e avanzare proposte per contrastare ogni forma di criminalità organizzata.

Con la legge approvata oggi, in cui sono stati inseriti anche alcuni emendamenti proposti dalle opposizioni, i compiti dell’osservatorio si estendono anche all’analisi delle cause principali dei fenomeni di infiltrazioni malavitose del lavoro irregolare, della corruzione, dell’usura, dell’estorsione e del riciclaggio presenti nel territorio regionale.

Dovrà anche, ha spiegato Bugliani, elaborare linee guida e buon pratiche per la prevenzione ed il contrasto della criminalità organizzata, da condividere con la Regione e gli enti locali. Dovrà inoltre raccogliere le informazioni e i dati utili ai fini della valutazione della trasparenza negli appalti, dalla genesi alla conclusione dei lavori. Insieme alle associazioni ambientaliste, di volontariato e di promozione sociale organizzerà seminari tematici ed iniziative di carattere culturale, che si affiancheranno a quelle rivolte agli studenti ed ai docenti di ogni ordine e grado per contribuire all’educazione alla legalità ed allo sviluppo dei valori costituzionali e civici.

Alcuni cambiamenti vengono introdotti anche nella composizione del comitato d’indirizzo, che vedrà la presenza di un rappresentante delle istituzioni scolastiche, un rappresentante della conferenza episcopale toscana, del presidente del Consiglio regionale. Il presidente del comitato d’indirizzo, nominato come tutti gli altri membri dal consiglio regionale, sarà individuato tra persone con una comprovata esperienza nel campo sociale o nei settori della prevenzione del crimine, della promozione della legalità, del contrasto ai fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata.

Nella rappresentanza i consiglieri regionali saranno tre, di cui uno espressione dei gruppi consiliari di minoranza, i rappresentanti degli enti locali quattro e un rappresentante per l’Associazione bancaria italiana toscana. Ci saranno anche i rappresentanti di ogni corpo delle forze di polizia e delle cinque associazioni antimafia più grandi operanti in Toscana. Per semplificare le procedure si prevede che i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle imprese e delle cooperative non siano designati congiuntamente.

L’Osservatorio potrà operare non appena saranno stati nominati il presidente del comitato di indirizzo, il presidente del consiglio regionale, i consiglieri regionali, il rappresentante della giunta regionale e i rappresentanti degli enti locali.

Viene  prevista una conferenza annuale aperta al pubblico organizzata dall’osservatorio d’intesa con il Consiglio regionale – ha spiegato Bugliani – quale momento pubblico di confronto e dibattito sulle attività perseguite ed in cui è prevista la presentazione con periodicità di uno specifico rapporto di approfondimento”.

Il portavoce dell’opposizione Marco Landi si è detto favorevole a un atto “che va ad ampliare le funzioni dell’osservatorio, che fin quei non era stato operativo in senso pieno, riprendendo temi e proposte espresse da tempo dai banchi dell’opposizione” e ha posto un quesito sugli strumenti di supporto al funzionamento dell’osservatorio “per non creare una scatola vuota”

Elena Meini (Lega) ha espresso “piena accoglienza a un provvedimento ben strutturato” ma ha espresso osservazioni sulla tempistica. “Non ho capito perché non si sia aspettato la conclusione dei lavori della Commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose e la criminalità organizzata, prevista ad agosto – ha detto – in modo da poter prendere in considerazione anche le proposte in merito fatte dalla Commissione”.

Secondo Vincenzo Ceccarelli (Pd) si tratta di “una risposta seria e strutturale da parte della Regione Toscana per contrastare i tentativi di infiltrazioni della criminalità propri di ogni economia ricca”. “L’Osservatorio – ha concluso – sarà uno strumento importante di monitoraggio e di supporto alla scelte politiche da fare”.

Irene Galletti (M5S) ha annunciato voto favorevole ma ha sottolineato, dichiarandosi d’accordo con Meini, la singolarità della tempistica. “Si è voluto fare evidentemente una fuga in avanti per non attendere le conclusioni del lavoro della Commissione d’inchiesta – ha detto – e questo è poco opportuno e poco rispettoso del lavoro che ci siamo riproposti di compiere”.

Alessandro Capecchi (FdI) ha ricordato come il suo gruppo abbia a suo tempo proposto una commissione permanente antimafia e “in risposta ci è stato detto che non c’era alcun problema. Subito dopo è esploso il caso Keu”. “Riteniamo la proposta condivisibile – ha commentato – anche se migliorabile. La Toscana non può e non deve abbassare la guardia e non può considerarsi a riparo dai rischi di infiltrazione”.

Valentina Mercanti (Pd) ha ricordato come “la Regione stia facendo un grande lavoro, e anche l’assessore Ciuoffo si è mosso da subito, a partire da un incontro con i prefetti. Nessuno dorme sonni tranquilli”. Riguardo alla tempistica, la consigliera ha sottolineato che “abbiamo premuto sull’acceleratore, per dimostrare massimo impegno a creare l’immunità della Toscana rispetto a questi fenomeni”.

“Il voto di unanimità su questo atto è un fatto importante, che dimostra che su temi importanti e sensibili come il rispetto della legalità non ci sono differenze ideologiche – ha dichiarato il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo – La legalità non è né di destra né di sinistra, ma un principio che sta alla base della convivenza civile e per il quale tutti dobbiamo operare per scongiurare infiltrazioni criminali o mafiose nel corpo della società toscana”.

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