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Un protocollo per promuovere l’insegnamento della Costituzione nelle scuole

Regione, università a fondazioni insieme. La firma a ridosso del 25 aprile, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo

A lezione di Costituzione: sui banchi di scuola, per conoscerla meglio e approfondirne i valori che esprime, dagli ideali di democrazia, libertà e solidarietà alle pari opportunità, l’inclusione sociale e il pluralismo culturale. E firma del protocollo, non a caso e con un valore simbolico, a ridosso del 25 aprile, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo.

La Regione Toscana ha promosso e sottoscritto l’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi), l’università degli studi di Firenze, Pisa e Siena, l’università per stranieri di Siena, la Normale e il Sant’Anna di Pisa, la Scuola Imt alti studi di Lucca, il Parco nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema, l’Istituto storico toscano e la rete provinciale degli istituti storici toscani della Resistenza e dell’età contemporanea, la Domus Mazziniana, la Fondazione museo della deportazione e Resistenza di Prato e l’Anci e Upi Toscana in rappresentanza di Comuni e Province.

Il protocollo, presentato stamani (22 aprile), era stato sollecitato dal coordinamento regionale toscano di Anpi ed ha origine dal protocollo nazionale che nel 2014 è stato sottoscritto dal ministero dell’istruzione, università e ricerca e dall’Associazione dei partigiani, oltre che dal testo siglato a fine 2015, per il comprensorio pisano, dall’Ufficio scolastico provinciale, da Anpi Pisa e dalle Conferenze zonali per l’educazione e l’istruzione del territorio.

Tutti i soggetti che hanno sottoscritto questa nuova intesa, ciascuno per le proprie competenze, lavoreranno assieme alla promozione di percorsi a tema di riscoperta dei luoghi della memoria e per divulgare i valori su cui si fonda la Costituzione italiana.

“La nostra Costituzione è un breviario giuridico per il cittadino – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – E il cittadino, ogni cittadino, nessuno escluso, è il protagonista della Carta che a me pare ancora fresca, giovanile, almeno nei principi fondamentali, cioè nella prima parte. Gli studenti sono giovani cittadini: quindi ben venga questa importante occasione”. “La Costituzione – aggiunge – ha una genesi in quel che accadde 76 anni il 25 aprile 1945 (fine e liberazione dal nazifascismo ndr) e noi vogliamo trasmettere alle nuove generazioni il senso della memoria e quei valori, attualizzandoli, su cui la Carta si fonda e con cui l’Italia si affrancò dal precedente periodo”.

“Sono davvero orgogliosa di questo protocollo  – commenta Alessandra Nardini, assessora toscana all’istruzione, università e memoria – e voglio ringraziare profondamente i moltissimi soggetti che in questi mesi hanno lavorato con la Regione alla sua preparazione e che lo hanno sottoscritto e che, per quantità e qualità, rendono ancora più significativa questa iniziativa”.

“Per difendere e attuare pienamente  – prosegue – i valori cardine della nostra Costituzione e gli ideali di libertà, democrazia, solidarietà, pari opportunità, inclusione sociale, pluralismo culturale e rispetto di ogni essere umano in essa contenuti, è fondamentale un’opera ininterrotta di promozione e di conoscenza di questo inestimabile patrimonio civile, a partire dai luoghi in cui costruiamo e proteggiamo il futuro della nostra società: le scuole. Per questo, al centro del protocollo, vi è il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti, dei nostri giovani, in percorsi di studio, di riflessione e di approfondimento dei valori costituzionali”.

“Dobbiamo sentire forte la consapevolezza che nessuna conquista di libertà e di democrazia è immune da rischi, talvolta serissimi – avverte – Questa consapevolezza è particolarmente importante oggi che, anche attraverso i nuovi canali di comunicazione, vediamo diffondersi messaggi di messa in discussione o di relativizzazione delle fondamenta civili e valoriali che sono alla base della nostra Costituzione, nata grazie alla lotta di liberazione dalla dittatura e dall’oppressione. Sono fondamenta sulle quali, dopo la devastazione del secondo conflitto mondiale, l’orrore dell’Olocausto e degli altri eccidi, abbiamo anche costruito la nostra convivenza pacifica di europei e un modello sociale che, nel mondo, è riferimento di inclusione e di solidarietà”. “La Regione – conclude – sosterrà con convinzione e forza gli impegni contenuti in questo protocollo e si adopererà nel mettere in campo azioni di impulso e di coordinamento tra i diversi interlocutori e nel farsi parte attiva nella diffusione ed implementazione di tutte le azioni funzionali a consolidare l’impegno pubblico, nell’obiettivo di promozione e diffusione dei valori della nostra Costituzione nelle scuole”.

Di fatto sarà realizzato un programma comune per fornire agli studenti e agli insegnanti contenuti di qualità, anche multimediali, ed occasioni di studio, ricerca ed approfondimento, per progettare insieme strumenti didattici e per promuovere attività di scambio e formazione, seminari e conferenze sui metodi della didattica. 

La Regione e l’ufficio scolastico regionale offriranno il loro supporto tecnico e logistico, con azioni di impulso, coordinamento e diffusione del protocollo.

L’Anpi metterà a disposizione il proprio patrimonio storico, anche attraverso il lavoro dei propri associati. Le università realizzeranno programmi, materiali, strumenti didattici e attività tramite le loro competenze e professionalità, la Domus Mazziniana collaborerà alla realizzazione delle azioni previste, dalla formazione dei docenti alle attività didattiche, in un’ottica storica interdisciplinare e di educazione alla cittadinanza, gli istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea lavoreranno, in più, al potenziamento del portale on line Toscana Novecento, sostenuto dalla Regione e già denso di contenuti.

Il Parco della Pace intende farsi promotore di un percorso di valorizzazione di una memoria comune toscana, a partire dall’esperienza di Sant’Anna di Stazzema.  Infine Anci si attiverà per coinvolgere le conferenze zonali per l’educazione, mentre Upi coordinerà le Province, assicurando assistenza tecnica.

 

 

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