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Venezi in Russia per dirigere spettacoli lirici rivendica alla Versiliana la propria indipendenza

Intervistata da Paolo Giordano la direttrice d’orchestra lucchese ha rimarcato la netta linea di demarcazione tra arte e geopolitica

Dalle polemiche al palcoscenico del Caffè de La Versiliana a Pietrasanta, in provincia di Lucca, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi rivendica con forza e senza mezze misure la propria totale indipendenza, respingendo al mittente le critiche esplose dopo l’annuncio, affidato all’Adnkronos, del suo imminente ritorno in Russia per dirigere spettacoli lirici a Novosibirsk.

Intervistata dal giornalista Paolo Giordano durante l’incontro dedicato al futuro della lirica, la direttrice d’orchestra lucchese ha rimarcato la netta linea di demarcazione tra arte e geopolitica, definendo il paese transcontinentale un mercato prestigioso come un altro e ribadendo una passione per quella cultura nata fin da piccolissima, quando a nove anni rimase folgorata dalla lettura di Delitto e castigo.

Nelle parole di Venezi, la cultura resta uno strumento di dialogo e un ponte imprescindibile che non può essere appiattito sulle dinamiche di governo: scindere il popolo e il suo patrimonio artistico dalle decisioni politiche è infatti l’unico modo per non cadere in pericolose strumentalizzazioni. Una replica stizzita è arrivata anche a chi l’ha accusata di essere asservita o di muoversi per ripicca dopo i mesi di pressioni legati alle vicende del Teatro La Fenice di Venezia, con la direttrice che ha sottolineato come non intenderebbe mai sprecare tempo per costruire ritorsioni contro alcuno.

Nel finale, una stoccata amara sul clima culturale dei due paesi: mentre in Italia si assiste al boicottaggio sia di interpreti russi sia di italiani che decidono di esibirsi oltreoceano, in Russia gli artisti stranieri continuano a essere accolti e valorizzati a prescindere dalla provenienza da nazioni ritenute ostili.