L'evento
|La regina dei mari torna a casa: l’Amerigo Vespucci approda a Livorno tra celebrazioni, eventi e storia
Si esibiranno anche i paracadutisti
La regina dei mari torna a casa: l’Amerigo Vespucci approda a Livorno tra celebrazioni, eventi e storia. Dal 4 all’8 giugno la nave scuola della Marina Militare sarà ormeggiata al Molo Capitaneria. Visite guidate, spettacoli, aviolanci e iniziative inclusive per celebrare il ritorno dal tour mondiale.
È attesa per mercoledì 4 giugno l’arrivo a Livorno di Nave Amerigo Vespucci, l’elegante veliero della Marina Militare che conclude proprio qui il suo tour mondiale. L’imbarcazione resterà ormeggiata al Molo Capitaneria fino all’8 giugno, prima di salpare verso Genova, e sarà accolta da una cerimonia ufficiale con la partecipazione di autorità civili e militari.
Le visite a bordo saranno possibili nei giorni 4, 5 e 6 giugno, ma esclusivamente per coloro che si sono prenotati online e potranno mostrare il Qr Code ricevuto via mail. Lo stesso codice permetterà anche l’accesso sulla nave scuola Capitan Miranda, attraccata accanto al Vespucci.
Un programma ricco di eventi e suggestioni
Durante la sosta non mancheranno le emozioni: giovedì 6 giugno sono previsti due spettacolari aviolanci. In mattinata (tra le 11,30 e le 11, 45) si esibiranno i paracadutisti delReparto attività sportive dell’Esercito, seguiti nel pomeriggio (dalle 17 alle 18) dal Reggimento Tuscania.
Sempre giovedì, dalle 9 alle 19, saranno offerti screening ecografici gratuiti a cura dei medici militari e civili, grazie a postazioni appositamente allestite vicino alla nave.
Il giorno successivo, venerdì 6 giugno alle 20, sarà il momento del concerto lirico-sinfonico “Mascagni al calasole”, un tributo musicale all’eleganza e al prestigio del Vespucci, che si terrà sottobordo.
Storia, motori e inclusione
Sabato 7 giugno, alle 10,30, sarà presentata a bordo la “1000 Miglia 2025”, con una selezione di auto storiche in esposizione sulla banchina, a cura del Topolino Club.
Il Ministero per le Disabilità sarà presente con due iniziative speciali: un concerto con band inclusive e una cena evento dedicata all’equipaggio del Vespucci, con piatti preparati da persone con disabilità.
Infine, sarà visitabile anche la mostra storico-documentaria “Cavalieri per mare. La Marina stefaniana in età moderna”, frutto della collaborazione con l’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano e l’Archivio di Stato di Pisa. L’esposizione proporrà materiali rari e inediti, raccontando l’evoluzione marittima toscana in epoca moderna.
Nave Amerigo Vespucci è l’Unità più longeva in servizio nella Marina Militare, interamente costruita e allestita presso il Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia. Impostato lo scafo il 12 maggio 1930, è stata varata il 22 febbraio 1931; madrina del varo è stata la signora Elena Cerio.
Consegnata alla Regia Marina il 26 maggio 1931, entrò in servizio come Nave Scuola il successivo 6 giugno, aggiungendosi alla gemella Cristoforo Colombo (in realtà leggermente più piccola), di tre anni più anziana, e costituendo con essa la “Divisione Navi Scuola” al comando dell’Ammiraglio Cavagnari.
Al rientro dalla prima Campagna di Istruzione, il 15 ottobre 1931 ricevette a Genova la Bandiera di combattimento, offerta dal locale Gruppo Unuci (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia).
Il motto della nave è “Non chi comincia ma quel che persevera”, assegnato nel 1978; originariamente il motto era “Per la Patria e per il Re”, sostituito una prima volta, dopo il passaggio alla forma di governo repubblicana, con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi”, infine con quello attuale.
Il porto di assegnazione è La Spezia.
Attività della nave
Dalla sua entrata in servizio la Nave ha svolto ogni anno attività addestrativa (ad eccezione del 1940, a causa degli eventi bellici, e degli anni 1964, 1973, 1997, 2014 e 2015, per lavori straordinari), principalmente a favore degli allievi dell’Accademia Navale, ma anche degli allievi del Collegio Navale, ora Scuola Navale Militare “Francesco Morosini”, degli allievi nocchieri, nonché di giovani facenti parte di associazioni veliche, quali la Lega Navale Italiana, la Sail Training Association – Italia ed anche l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.
Oltre a numerose brevi campagne in Mediterraneo, effettuate per lo più nel periodo primaverile e autunnale, da quella del 1931 a quella del 2022 l’Amerigo Vespucci ha effettuato, fino alla partenza per questo nuovo giro del mondo, ben 86 Campagne di Istruzione a favore degli Allievi della 1ª Classe dell’Accademia Navale, di cui 45 in Nord Europa, 26 in Mediterraneo, 4 in Atlantico Orientale, 8 in Nord America, 1 in Sud America e 2 nell’ambito della precedente circumnavigazione del globo, compiuta tra il maggio 2002 ed il settembre 2003, periodo nel quale la Nave è stata coinvolta nelle attività connesse con l’edizione della America’s Cup del 2003 in Nuova Zelanda.
Le Campagne di Istruzione, svolte nel periodo estivo, hanno una durata media di tre mesi e toccano per lo più porti esteri; durante tali Campagne, quindi, l’attività della Nave, eminentemente formativa-addestrativa, si arricchisce dell’aspetto di presenza e rappresentanza (quale la Naval Diplomacy), contribuendo ad affermare l’immagine nazionale e della Marina Militare all’estero.
Per quanto attiene l’aspetto formativo-addestrativo, agli Allievi imbarcati vengono impartite le norme basilari del vivere per mare, come pure le competenze più specifiche nei vari settori: marinaresco, condotta dell’unità (compreso l’utilizzo del sestante per effettuare il punto nave), condotta dell’apparato motore ed ausiliari, gestione delle problematiche di tipo logistico, amministrativo e sanitario. A tale scopo, oltre all’attività pratica, vengono organizzate conferenze e lezioni tenute dai membri dell’equipaggio più esperti; il livello di apprendimento viene poi accertato alla fine della Campagna a mezzo di verifiche scritte ed orali.
Descrizione della nave
Dal punto di vista tecnico-costruttivo l’Amerigo Vespucci è una Nave a Vela con motore; dal punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a Nave”, quindi con tre alberi verticali (trinchetto, maestra e mezzana), tutti dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso sporgente a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. L’unità è inoltre fornita di vele di taglio: i fiocchi, a prora, tra il bompresso e il trinchetto, gli stralli, tra trinchetto e maestra e tra maestra e mezzana, e la randa, dotata di boma e picco, sulla mezzana.
Lo scafo è del tipo a tre ponti principali, continui da prora a poppa (di coperta, di batteria e di corridoio), più vari ponti parziali (copertini); possiede due sovrastrutture principali, il castello a prora e il cassero a poppa, che si elevano sul ponte di coperta ma che idealmente ne sono la continuazione. Il caratteristico colore bianco e nero sottolinea il richiamo al passato: le fasce bianche in corrispondenza dei ponti di batteria e corridoio ricordano infatti le due linee di cannoni del vascello ottocentesco alla cui tipologia il progettista si era ispirato.
A prora della nave si trova la polena, che rappresenta Amerigo Vespucci, realizzata in bronzo dorato. Caratteristica della nave sono i fregi di prora e l’arabesco di poppa, in legno ricoperti di foglia d’oro zecchino.
Il fasciame è composto da lamiere di acciaio di vario spessore (da 12 a 16 mm.), collegate mediante chiodatura alle costole, che costituiscono assieme alla chiglia e ai bagli l’ossatura della nave. Tale sistema garantisce la necessaria flessibilità al trave nave; l’impermeabilità del tutto è assicurata dallo stretto contatto fra metallo e metallo, fortemente compressi dalla fitta chiodatura, che deve essere quindi realizzata a regola d’arte.
Tutti gli alberi, compreso il bompresso, sono costituiti da tre tronchi, di cui i primi due in acciaio (anch’essi realizzati mediante lamiere chiodate), il terzo, denominato alberetto per gli alberi verticali, asta di controfiocco per il bompresso, è in legno (douglas). I pennoni seguono la medesima filosofia costruttiva: i tre inferiori sono in acciaio, i due superiori in legno.
Per quanto attiene la randa, il boma è in acciaio mentre il picco è in legno. Molte altre parti della nave sono in legno, diversificato a seconda delle caratteristiche richieste: teak per il ponte di coperta, la battagliola e la timoneria, mogano, teak e legno santo per le attrezzature marinaresche (pazienze, caviglie e bozzelli), frassino per i carabottini, rovere per gli arredi del Quadrato Ufficiali e per gli alloggi Ufficiali, mogano e noce per la Sala Consiglio.
La lunghezza della Nave al galleggiamento è di 82 metri, ma tra la poppa estrema e l’estremità del bompresso si raggiungono i 101 metri. La larghezza massima dello scafo è di 15,5 metri, che arrivano a 21 metri considerando l’ingombro delle imbarcazioni, che sporgono dalla murata, e a 28 metri considerando le estremità del pennone più lungo, il trevo di maestra. L’immersione massima è pari a 7,3 metri.
L’unità è dotata di ben 11 imbarcazioni: due motoscafi, due motobarche, due motolance, quattro palischermi a vela e a remi, utilizzati per l’addestramento degli Allievi, e la baleniera, anch’essa a remi e a vela, tradizionalmente riservata al comandante con un armo di soli Ufficiali.
Il dislocamento della nave a pieno carico è pari a 4100 tonnellate.
Sistema di generazione e propulsione
L’apparato motore e i generatori di energia elettrica sono stati oggetto di totale riconfigurazione, durante la sosta lavori di Prolungamento Vita Operativa (Pvo) iniziata a ottobre 2013 e terminata a aprile 2016.
Il sistema di generazione integrato ed automatizzato di tipo Diesel-Elettrico è costituito da 2 Diesel generatori 12 cilindri Mtu (1320 kW\1770 Hp) e da 2 Diesel generatori 8 cilindri Mtu 8VM23F (760 kW\1019 Hp).
La propulsione è fornita da un Motore Elettrico Principale (Mep) ex Ansaldo Sistemi Industriali (NIDEC ASI) costruito da due indotti per un totale di 2840 kW di potenza continua.
Alberature e vele
Gli alberi, sono mantenuti in posizione grazie a cavi di acciaio (manovre fisse o dormienti) che li sostengono verso prora (stralli) verso i lati (sartie) e verso poppa (paterazzi). Sugli stralli sono inferiti inoltre i fiocchi e le vele di strallo. L’altezza degli alberi sul livello del mare è di 50 metri per il trinchetto, 54 metri per la maestra e 43 metri per la mezzana; il bompresso sporge per 18 metri.
I tre alberi verticali portano ciascuno cinque pennoni, dal caratteristico nome, comune anche alla vela relativa: sul trinchetto si trovano, dal basso, trevo di trinchetto, parrocchetto fisso, parrocchetto volante, velaccino e controvelaccino; sulla maestra trevo di maestra, gabbia fissa, gabbia volante, velaccio e controvelaccio; sulla mezzana trevo di mezzana, contromezzana fissa, contromezzana volante, belvedere e controbelvedere.
Il trevo di mezzana è normalmente tenuto sguarnito dalla vela (che toglierebbe il vento al trevo di maestra) e prende quindi il nome di “verga secca”.
Per quanto attiene le vele di taglio, l’armamento prevede cinque vele a prora (augelletto, controfiocco, fiocco, gran fiocco e trinchettina), quattro vele di strallo (di gabbia, di velaccio, di mezzana, di belvedere) e la randa. A questo “set” di vele, sempre “pronto all’uso” possono essere aggiunti, se del caso, gli scopamare, due vele quadre inferite ai lati del trevo di trinchetto, utilizzando idonee prolunghe del pennone. Con la nave completamente invelata si possono raggiungere velocità ragguardevoli, almeno in relazione alla stazza: il “record” è di 14,6 nodi.
La superficie velica totale (24 vele) è pari a circa 2635 metri quadri. Le vele sono di tela olona (tessuto di canapa) di spessore compreso tra i 2 e i 4 millimetri e sono realizzate unendo mediante cucitura più strisce (ferzi).
La manovra delle vele si attua per mezzo di cavi (manovre correnti o volanti) di diverso diametro, per un totale di oltre 30 Km. Anch’essi hanno nomi caratteristici, quali drizze (per alzare i pennoni mobili e le vele di taglio), bracci (per orientare i pennoni), scotte e mure (per fissare gli angoli bassi delle vele quadre, rispettivamente sottovento e sopravvento), imbrogli (per raccogliere le vele sui pennoni).
Le manovre correnti sono per la maggior parte in manilla (fibra vegetale); oltre a ciò l’attrezzatura velica comprende circa 400 bozzelli in legno e 120 in ferro.


