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A Prato la mostra su virus e vaccinazioni: dalla peste al Covid 19

Domani il taglio del nastro

Sarà inaugurata domani, giovedì 14 ottobre, alle 11,30, nei locali del centro Covid Pegaso (primo piano), in via Giuseppe Dossetti,  a Prato, la mostra itinerante “Con cura, con amore, con rigore. Viaggio nella storia dei vaccini”, una cavalcata in ventisei pannelli, che racconta, attraverso i secoli, la battaglia dell’uomo contro virus e malattie, ma anche l’impegno di scienziati e medici, che grazie alle loro scoperte hanno salvato migliaia di vite. Proprio come durante la pandemia da Sars-CoV-2.

A tagliare il nastro inaugurale di questa nuova tappa della mostra itinerante, che è già stata a Firenze, a  Empoli e a  Pistoia, sarà il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

All’inaugurazione interverranno, fra gli altri, i sindaci dell’area pratese, la prefetta di Prato Adriana Nicolina Rosaria Cogode, il direttore generale dell’Asl centro Paolo Morello Marchese, il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova onlus Giancarlo Landini, la direttrice sanitaria dell’ospedale Santo Stefano Daniela Matarrese, il direttore del dipartimento Prevenzione della Centro Renzo Berti, la direttrice  della zona distretto-area pratese Lorena Paganelli.

Il progetto  – lo ricordiamo  – ha preso forma all’interno del Museo delle arti sanitarie dell’ospedale degli Incurabili di Napoli. Dopo le tappe di Napoli e Roma, grazie alla volontà di Regione Toscana e  Asl centro, in collaborazione con Fondazione Santa Maria Nuova onlus, ha iniziato, nel maggio scorso, il suo viaggio in Toscana, a Firenze.

Tra documenti storici, fotografie, illustrazioni e infografiche, il percorso espositivo spiega nel dettaglio come la medicina abbia affrontato il tema delle epidemie, facendo scoprire anche che, dal vaiolo all’influenza, il tema dei vaccini ha sempre scatenato reazioni difformi.

Un capitolo della mostra è dedicato espressamente alla Toscana, una terra che è sempre stata all’avanguardia sul fronte delle vaccinazioni e della ricerca, con l’ottocentesco Istituto vaccinogeno fiorentino e con la Sclavo di Siena, dove nel 1950 venne prodotto il vaccino, che sconfisse la poliomelite. Chiude la mostra la storia dell’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, fondato nel 1288 da Folco Portinari, padre della Beatrice di Dante, e ancora oggi attivo, anche sul fronte della lotta al Covid.

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