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Maggio Musicale Fiorentino, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

Le preoccupazioni maggiori riguardano l'organizzazione del lavoro

“Ci troviamo nell’impossibilità di fare altra scelta che non sia quella di proclamare lo stato di agitazione al Teatro del Maggio Fiorentino”.

Così Slc Cgil e Fistel Cisl dopo le due assemblee con i lavoratori e le lavoratrici che si sono tenute ieri (29 settembre).

Le preoccupazioni maggiori riguardano l’organizzazione del lavoro:

“Gli artisti, il coro e l’orchestra, gli amministrativi, i tecnici, gli scenografi, i lavoratori e le lavoratrici del reparto sartoria e del trucco e parrucco,  tutte le maestranze presenti all’interno del Teatro devono essere messi in condizione di poter svolgere al meglio il loro lavoro – dichiara Maria Cristina Arba della della Slc Cgil area vasta Fi-Po-Pt -. Al momento c’è una così scarsa e caotica organizzazione all’interno della Fondazione che è solo per il senso di responsabilità e per le capacità di chi ci lavora che il Teatro riesce ancora a svolgere la sua funzione”.

“Naturalmente anche la parte economica ci preoccupa” – dice Angelo Betti della Fistel Cisl Toscana –. Preoccupa anche la poca trasparenza su specifiche richieste sindacali, fa sì che non abbiamo nessun elemento che ci faccia stare tranquilli per un prossimo futuro. Inoltre anche accordi ormai obsoleti (per un Teatro che punta alla qualità artistica e tecnica), che erano stati presi nel periodo del triste capitolo dei licenziamenti del personale, non aiutano ad un vero rilancio”.

Stante queste condizioni, lo stato di agitazione perdurerà fino a quando la situazione non si sbloccherà. Saranno decise nei prossimi giorni le iniziative da portare avanti.

Il documento di Slc Cgil, Fistel Cisl, Rsa Slc Cgil e Rsa Fistel Cisl del Maggio Musicale Fiorentino: “preso atto che la Direzione del Teatro non assolve compiutamente all’impegno, a sua tempo assunto in accordo con il Presidente della Fondazione, di fornire relazione trimestrale sull’andamento economico/finanziario ovvero sulla tenuta dei conti e sul percorso di risanamento della Fondazione; che, reiteratamente, questa Direzione non rispetta l’obbligo contrattuale di informazione e confronto con le rappresentanze dei lavoratori nonché di rispondere a puntuali richieste relative al mancato rispetto di precisi obblighi contrattuali; rilevato che si stanno moltiplicando segnali inequivocabili che indicano un rinnovarsi di condizioni critiche sulle dinamiche di bilancio; che, in particolare, non si ha il necessario riscontro delle entrate da sponsorizzazione che questa Direzione ha posto in preventivo di bilancio a sostegno dell’impegno produttivo; che, visibilmente, a fronte di un grande impegno economico di spesa per singola produzione, non corrisponde un’adeguata entrata da bigliettazione; sottolineato che le dinamiche salariali e di compenso per la parte dirigenziale della Fondazione, a dispetto di quanto avviene per il resto dei dipendenti, risultano in incremento e che all’interno del teatro operano figure delle quali, ad oggi, non è dato sapere esattamente quali siano le funzioni e quali i compensi; rilevato che sotto il profilo operativo ed organizzativo la Fondazione si trova in una condizione di grave decadimento delle capacità direttive ed organizzative che, come più volte fatto presente, investono tutti i settori vitali e strategici quali la direzione di produzione, di allestimento e, per quanto è possibile rilevare, il marketing; che una mancata e corretta attenzione all’efficienza dei comparti sopra menzionati, così come più volte già richiesta, rischia di produrre una cronicizzazione di carenze tale da compromettere anche per il futuro la qualità del lavoro per tutti i dipendenti e l’operatività stessa della Fondazione; precisato che i sindacati  da lungo tempo, nell’interesse dei lavoratori e per il bene del Teatro del Maggio, hanno espresso il massima impegno e sforzo perché non si creassero condizioni tali da sfociare in aperta conflittualità ma che, evidentemente, tali sforzi non hanno trovato sufficiente riscontro e corrispondenza nella controparte. In virtù di quanto esposto e su mandato dei propri iscritti proclamano con lo stato di agitazione riservandosi di mettere in atto ogni ulteriore azione necessaria per la salvaguardia del futuro del Teatro del Maggio e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questo operano”

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