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Anziana raggirata da finti finanzieri a Pescaglia: i carabinieri bloccano la truffa

La vittima, di 71 anni, tenuta al telefono per quasi quattro ore con la scusa di una rapina in gioielleria: arrestati due coniugi di Santa Croce sull’Arno

L’hanno tenuta al telefono per quasi quattro ore, spaventandola con la falsa accusa di essere coinvolta in una rapina in gioielleria. Poi l’hanno convinta a preparare oro e preziosi, pronti per essere ritirati da una presunta finanziera. Ma ad attendere i truffatori, fuori dall’abitazione, c’erano i carabinieri.

È successo ieri pomeriggio (1 luglio) a Pescaglia, dove i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lucca e della stazione di Ponte a Moriano hanno arrestato due coniugi di Santa Croce sull’Arno, entrambi di 44 anni, disoccupati e con precedenti di polizia. Le accuse sono truffa aggravata in concorso, violazione di domicilio e ricettazione.

La vittima è una donna di 71 anni residente nel comune di Pescaglia. Intorno alle 15 ha ricevuto una telefonata sulla linea fissa di casa: dall’altra parte due uomini, che si sono alternati nella conversazione, le hanno raccontato che era stata commessa una rapina ai danni di una gioielleria utilizzando un’auto con targhe intestate a lei. Una messinscena costruita per farle credere di essere sospettata di complicità.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due finti interlocutori hanno continuato a tenerla al telefono per ore, facendole dettare e rileggere dichiarazioni contenenti perfino riferimenti al codice penale, con l’obiettivo di confonderla e farle perdere lucidità. Dopo circa tre ore, i sedicenti finanzieri le hanno chiesto se avesse in casa gioielli, oro o altri preziosi, facendole preparare un elenco dettagliato.

A quel punto è scattata la seconda parte del piano: la donna è stata invitata a portare i preziosi al piano di sotto, con la scusa che una collega sarebbe passata da casa sua per visionarli e verificare che non fossero provento della fantomatica rapina. I truffatori si sono fatti anche indicare con precisione l’indirizzo dell’abitazione e la descrizione della casa, così da guidare chi avrebbe dovuto ritirare il bottino.

Intorno alle 18,50 una coppia è arrivata davanti all’abitazione a bordo di una Nissan Qashqai grigia. L’uomo è rimasto alla guida, mentre la donna si è presentata alla porta della 71enne qualificandosi come finanziera. Una volta entrata in casa, si è fatta consegnare un sacchetto contenente i preziosi precedentemente elencati, mentre i complici erano ancora al telefono con la vittima.

Il piano, però, è stato interrotto dai carabinieri. La figlia della donna, infatti, aveva dato l’allarme e i militari avevano organizzato un intervento in emergenza, disponendo pattuglie in uniforme e in abiti civili nella zona e presidiando l’abitazione. Quando la donna è uscita con il bottino, è stata fermata insieme al marito: ogni possibile via di fuga era stata chiusa.

Dopo le formalità, l’uomo è stato portato alla casa circondariale di Lucca, mentre la donna è stata trasferita nel carcere di Firenze, entrambi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli indagati, come previsto dalla legge, devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.