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Sollicciano, sequestrati alcuni reparti del carcere. Il Dap avvia i lavori urgenti

Si darà immediato corso sia agli interventi urgenti di ristrutturazione nelle sezioni sia al trasferimento dei detenuti presenti

Il tribunale di Firenze ha notificato un decreto di sequestro preventivo che interessa alcuni reparti detentivi del carcere di Sollicciano. La notizia è stata resa nota direttamente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), che è subito intervenuto per fare il punto sulla complessa e delicata situazione in cui versa la struttura fiorentina, precisando di aver già risolto nel recente passato alcune criticità specifiche attraverso la ristrutturazione di singole sezioni.

La necessità di un intervento strutturale e di ben più ampia portata per l’intero complesso di Sollicciano era, del resto, già emersa con forza e pianificata a livello ministeriale. Il Dap ha infatti comunicato che è già stata stanziata e finanziata la somma complessiva di 9 milioni di euro per la riqualificazione globale dell’istituto, fondi attinti dal capitolo speciale previsto all’interno della legge di bilancio 2025. Una macchina burocratica e operativa che si è già messa in moto: lo scorso 15 maggio si è infatti proceduto all’aggiudicazione formale della progettazione dei lavori. Inoltre, per accelerare il più possibile i tempi di apertura dei cantieri, l’amministrazione penitenziaria sta valutando di stralciare alcuni interventi considerati assolutamente prioritari dalla progettazione generale, così da poter anticipare l’avvio delle prime opere.

Proprio in previsione di questo massiccio piano di lavori, il dipartimento aveva già programmato un imponente piano di trasferimento dei detenuti verso altre strutture penitenziarie del territorio, individuando istituti dotati di sezioni e reparti ristrutturati di recente e idonei a ospitare in sicurezza i nuovi ingressi.

Alla luce del provvedimento emesso dai giudici fiorentini, il Dap ha confermato che si darà immediato corso sia agli interventi urgenti di ristrutturazione all’interno delle sezioni finite sotto sequestro, sia al trasferimento dei detenuti attualmente presenti in quei reparti, seguendo il cronoprogramma e le modalità logistiche che erano già state pianificate dall’amministrazione.