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Notte di follia ad Arezzo: sei feriti dopo la rissa alle cene propiziatorie per la Giostra del Saracino

Violente aggressioni tra la folla a porta San Lorentino, un’auto investe dei pedoni al parcheggio Cadorna: tutti al San Donato

Notte di violenza e caos nel cuore della città, dove i tradizionali festeggiamenti per le cene propiziatorie dei quartieri della Giostra del Saracino si sono trasformati in un bollettino di guerra. Il bilancio finale parla di sei persone finite al pronto soccorso dell’ospedale San Donato, travolte dai tafferugli e da una folle carambola automobilistica avvenuta a ridosso del centro storico.

L’allarme alla centrale operativa del 118 di Arezzo è scattato all’ 1,40 di notte. Secondo quanto ricostruito dalle prime informazioni, la situazione è degenerata nei pressi di Porta San Lorentino, zona caldissima della movida e dei festeggiamenti rionali, dove sono scoppiate violente aggressioni tra la folla. Nei minuti successivi, il caos si è spostato nel vicino parcheggio Cadorna, dove un’auto ha travolto alcuni pedoni prima di darsi alla fuga, scatenando il panico tra i presenti che stavano lasciando le tavolate dei quartieri.

Sul posto è confluita immediatamente una massiccia colonna di soccorso inviata dalla Asl Tse per gestire la maxi-emergenza. Sono intervenute le ambulanze Blsd della Misericordia di Arezzo, della Croce Rossa di Arezzo e della Misericordia di Monte San Savino, supportate dall’automedica con l’équipe sanitaria a bordo. I sanitari hanno dovuto prestare le prime cure sul posto a numerosi giovani rimasti contusi sia a causa delle botte ravvicinate sia per l’impatto con il veicolo nel parcheggio.

In totale, sei pazienti sono stati caricati a bordo delle ambulanze e trasportati d’urgenza verso il nosocomio aretino. Per tutti il codice di rientro è stato il giallo, a indicare ferite e traumi di media gravità ma fortunatamente nessuno di loro si troverebbe in pericolo di vita.

Sul luogo dei fatti sono intervenute anche le forze dell’ordine per sedare definitivamente gli animi, raccogliere le testimonianze e avviare i rilievi nel parcheggio Cadorna, cercando elementi utili per identificare l’automobilista pirata e i responsabili della maxirissa.