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Incendio a Vicopisano, due giorni di analisi Arpat per valutare la ricaduta ambientale

Si cercherà l’eventuale presenza di sostanze tossiche come Ipa e diossine. Intanto le centraline rilevano solo una lieve alternazione

Incendio a Vicopisano, ecco le prime analisi dell’Arpat.

“Nelle prime fasi del rogo – spiega l’agenzia – la densa colonna di fumo nero si è sviluppata principalmente in verticale, piegando verso Pisa solo a quote molto elevate, spinta da deboli venti provenienti da est. Per tutta la mattinata di ieri, i venti sono rimasti deboli da est-sud est, cambiando direzione e trasformandosi in una leggera brezza solo nelle ore centrali della giornata. Le previsioni meteo per le prossime 24-48 ore garantiscono cielo sereno, assenza di piogge e ventilazione molto debole. Proprio per questo, Arpat ha attivato la struttura specializzata nelle valutazioni previsionali sulla dispersione degli inquinanti in aria, incrociando i dati meteo della stazione della rete osservativa regionale di Bocca d’Arno. L’obiettivo è individuare con precisione le aree di massima ricaduta dei fumi, dove verranno prelevati campioni ambientali – in particolare ortaggi e vegetali a foglia larga – per cercare l’eventuale presenza di sostanze tossiche come Ipa e diossine”.

L’analisi del vento ha permesso di mappare tre zone principali di sorveglianza speciale. La prima è un’area circolare di circa 300 metri di raggio attorno allo stabilimento, dove i fumi sono rimasti immobili sulla verticale del sito nelle prime due ore, le più critiche. La seconda zona è un settore circolare di 500 metri verso nord-ovest, dove il fumo è stato spinto dai venti del primo mattino. La terza è un settore di circa 800 metri verso est, formatosi dalle 11 in poi, quando il vento è girato da ovest diventando più teso (circa 18 chilometri all’ora). In queste zone sono stati fissati i punti di prelievo della vegetazione, lontano da strade trafficate per non alterare i dati, compreso un punto di “bianco” in un’area non colpita, che servirà come test di controllo.

I campionamenti veri e propri sono stati programmati a partire dal pomeriggio di oggi (9 giugno), partendo dall’area più vicina al capannone, per poi proseguire nella mattinata di domaniin direzione di Cascina. Gli esperti spiegano che si tratta di una scelta strategica: occorre infatti attendere che le polveri e il particolato si depositino al suolo per effetto della gravità, poiché i prelievi effettuati nell’immediatezza dell’incendio non sarebbero rappresentativi per le analisi di laboratorio.

Nel frattempo, un primo monitoraggio della qualità dell’aria effettuato attraverso la centralina fissa di Pisa-Borghetto ha registrato solo un lievissimo incremento nei livelli di ossidi di azoto e di polveri sottili (PM10 e PM2.5). I valori, come ampiamente previsto dai tecnici data la distanza della centralina dal luogo del rogo, sono rimasti comunque abbondantemente al di sotto dei limiti di legge.