lucca
|Seguono l’auto noleggiata a Napoli e sventano la truffa del carabiniere a Nozzano
Arrestate due persone che avevano allontanato il marito per derubare la moglie
L’automobile era stata noleggiata a Napoli, ma stava transitando davanti alla stazione ferroviaria di Lucca. Le due persone a bordo inoltre, hanno insospettito i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Lucca e della stazione di Nozzano che, alla fine, hanno arrestato un 19enne e un 55enne, il primo di origini egiziane ed il secondo italiano, entrambi residenti in provincia di Napoli, disoccupati e già noti, per il reato di truffa aggravata in concorso.
Non era ancora mezzogiorno quando un equipaggio dei carabinieri in abiti civili e con auto “civetta” della Sezione Operativa della locale Compagnia Carabinieri svolgeva un servizio di monitoraggio nei pressi della stazione ferroviaria di Lucca e si è trovato davanti l’utilitaria sospetta. I carabinieri l’hanno seguita fino a Nozzano, dove si è fermata nei pressi di alcune abitazioni. Dopo pochi istanti, dal veicolo scendeva l’uomo più giovane, che procedeva a piedi nella strada monitorando continuamente lo smartphone che aveva in mano, fino ad entrare all’interno di una corte. Dopo circa 10 minuti, il ragazzo ritornava con passo deciso verso il veicolo, sistemandosi uno zaino sulle spalle.
Date le circostanze, i Militari dell’Arma decidevano d’intervenire e bloccavano il veicolo sbarrandogli la strada qualificandosi come Carabinieri. A questo punto il 55enne che era alla guida rimaneva intrappolato all’interno del veicolo, mentre il 20enne, che si era reso conto di essere stato scoperto, scappava a piedi in direzione di una casa disabitata, dove si disfaceva dello zaino lanciandolo in un fosso e poi si dirigeva verso un’area boschiva, dove tentava invano di fare perdere le sue tracce. Dopo qualche centinaio di metri, il ragazzo è stato raggiunto e bloccato. Recuperato lo zaino del 20enne, all’interno del quale veniva rinvenuto un canovaccio da cucina con all’interno un consistente quantitativo di monili in oro del valore di 15mila euro.
Le successive verifiche fatte dai Militari dell’Arma consentivano di accertare che i preziosi recuperati erano il provento di una truffa perpetrata con la tecnica del “finto carabiniere” a danno di una signora 58enne del luogo. In particolare, intorno alle 11, la donna veniva contattata all’utenza telefonica domestica da un uomo, che dopo essersi presentato come “maresciallo dei carabinieri” la esortava a mandare immediatamente il marito alla stazione carabinieri di San Concordio, per una comunicazione urgente. Dopo avere avuto contezza che l’uomo era uscito di casa, in quanto anch’egli era in linea con un altro sedicente carabiniere, l’interlocutore approfittava dello stato di ansia della signora e la alimentava ulteriormente, dicendole che con il documento d’identità del marito era stata noleggiata una macchina con la quale era stata perpetrata una rapina, avvertendola delle gravi conseguenze previste in caso di complicità.
Successivamente, il sedicente carabiniere chiedeva alla signora se era in possesso di preziosi e monili in oro, facendole fare un accurato elenco, informandola poi, che sarebbero stati prelevati da un sedicente “perito del tribunale”, che dopo averli visionati al fine di escludere che potessero essere il provento della predetta rapina, glieli avrebbe restituiti. Mentre era ancora in linea con l’interlocutore, a casa della signora si presentava il 20enne che ritirava il “bottino” e si allontanava senza sapere che all’esterno lo aspettavano i Carabinieri “veri”. Gli arrestati, dopo le formalità di legge, sono stati accompagnati alla casa circondariale di Lucca.


