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Ricicla alle slot monete false da due euro: arrestato dai carabinieri

I militari sono intervenuti dopo la chiamata di una dipendente della sala. Aveva con sé un totale superiore agli 800 euro

Pensava di aver trovato il metodo perfetto per ripulire denaro falso e incassare vincite pulite, ma il piano di un giovane di 22 anni è andato a scontrarsi con l’attenzione del personale di sala e il tempestivo intervento dei carabinieri. Un ragazzo di origini cinesi è così finito agli arresti domiciliari dopo essere stato sorpreso in un locale pubblico di Quarrata, nel pistoiese, mentre tentava di truffare le slot machine utilizzando monete contraffatte.

L’allarme è scattato all’interno dell’esercizio pubblico grazie alla prontezza di una dipendente. La donna, insospettita dall’atteggiamento decisamente anomalo del ventiduenne nei pressi degli apparecchi da gioco, ha deciso di non rischiare e ha composto il numero di emergenza dell’Arma. Quando i militari della locale stazione sono piombati nel locale, hanno colto il giovane sul fatto, mentre era ancora intento a introdurre i pezzi da due euro falsi nella fessura della slot.

La successiva perquisizione personale ha confermato i sospetti: addosso al ragazzo i Carabinieri hanno rinvenuto ben 180 monete da due euro, tutte abilmente clonate e pronte a essere giocate. Ma il vero e proprio “tesoretto” di valuta contraffatta è emerso poco dopo, quando gli uomini dell’Arma hanno esteso il controllo alla vettura dell’indagato, parcheggiata a poca distanza dal locale. All’interno del mezzo sono spuntate altre 222 monete da due euro, anch’esse perfettamente falsificate.

Il blitz si è concluso con il sequestro complessivo di 402 monete fuori legge – per un valore nominale totale che supera gli 800 euro – e del telefono cellulare del ventiduenne. Lo smartphone è ora al vaglio degli inquirenti e, insieme alla valuta, rappresenta un elemento cruciale per il prosieguo delle indagini. L’obiettivo della procura e dei carabinieri è infatti quello di risalire la china della filiera e ricostruire l’esatto canale di approvvigionamento del denaro falso, individuando la zecca clandestina da cui provengono i pezzi sequestrati. Per il giovane, nel frattempo, il giudice ha disposto la misura cautelare dei domiciliari.