La sentenza
|Carta Docente anche agli insegnanti precari: un’altra sentenza a Lucca riconosce il diritto
Specificati i requisiti per evitare discriminazioni al contrario: spetta a chi presta servizio per almeno il 50 per cento del tempo pieno
Il tribunale di Lucca, con una sentenza depositata il 4 maggio dalla giudice Flavia Ferretti, ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente per due insegnanti precari della provincia, condannando il ministero dell’istruzione e del merito a erogare il bonus di 500 euro annui per le attività di formazione e aggiornamento.
Il ricorso, presentato dall’avvocato Michele Pepe per conto di due docenti attivi negli istituti superiori lucchesi, mirava a sanare la disparità di trattamento rispetto ai colleghi di ruolo, basandosi su un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato sia a livello europeo che nazionale. La decisione richiama esplicitamente i pronunciamenti della Corte di Giustizia Ue del 2022 e del 2025, oltre alla sentenza della Cassazione del 2023, che hanno stabilito come l’esclusione del personale a tempo determinato violi il principio di non discriminazione.
L’accoglimento della domanda è stato tuttavia parziale, poiché il tribunale ha applicato un rigoroso criterio legato alla soglia oraria minima di servizio. Per evitare discriminazioni al contrario rispetto ai docenti di ruolo in regime di part-time, la giudice ha stabilito che il beneficio spetti solo a chi presta servizio per almeno il 50% del tempo pieno, corrispondente a 9 ore settimanali su 18. In virtù di questo parametro, il ‘docente A’, uno dei ricorrenti, ha ottenuto il riconoscimento di 1500 euro complessivi relativi agli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, venendo invece escluso per le annualità precedenti in cui l’orario era insufficiente. La ‘docente B’ ha invece maturato il diritto a mille euro totali per i bienni 2022/2023 e 2023/2024.
Oltre all’erogazione delle somme tramite la piattaforma informatica ministeriale, comprensive di rivalutazione e interessi, il ministero è stato condannato al pagamento delle spese legali, quantificate in 1310 euro. Tale importo è stato ridotto del 50% in ragione della natura ‘seriale’ del contenzioso, un fenomeno che vede i tribunali italiani sempre più frequentemente impegnati a gestire ricorsi analoghi da parte del personale non di ruolo.


