Il cordoglio
|Da La Pira all’assistenza spirituale negli ospedali: la chiesa piange padre Renato Ghilardi
Il religioso francescano era nato 91 anni fa a Minucciano ed è stato un punto di riferimento del francescanesimo fiorentino
La comunità religiosa e civile piange la scomparsa di padre Renato Ghilardi, figura storica del francescanesimo e volto simbolo dell’assistenza spirituale negli ospedali toscani. Il religioso, nato nel giugno del 1935 a Minucciano, ha portato con sé in ogni tappa del suo lungo cammino quella tempra autentica e la concretezza tipiche delle sue origini garfagnine, doti che hanno segnato profondamente il suo ministero.
La salma è stata composta nella camera ardente allestita alla parrocchia di San Francesco in piazza Savonarola a Firenze, dove martedì (21 aprile) alle 10, si terranno le esequie. Una vita, la sua, spesa al servizio degli ultimi e caratterizzata da una vicinanza intellettuale e spirituale a figure come Giorgio La Pira, con il quale condivise l’impegno costante verso i poveri, arrivando a celebrare la nota Messa del Povero alla Badia Fiorentina.
Padre Ghilardi non è stato solo un uomo di fede, ma un innovatore capace di tradurre la carità in azione istituzionale. Per anni responsabile della pastorale sanitaria diocesana e toscana, fu l’anima del confronto che portò alla stesura della legge regionale che ancora oggi regolamenta l’assistenza religiosa negli ospedali. La sua competenza tecnica, unita a una profonda sensibilità etica, lo portò a sedere ai tavoli della Commissione paritetica tra Regione Toscana e Conferenza episcopale, garantendo che il diritto al conforto spirituale fosse tutelato in ogni presidio del Servizio sanitario regionale.
Il suo lascito umano è racchiuso nelle parole di cordoglio della presidente del consiglio regionale, Stefania Saccardi, che lo ha definito un ‘punto di riferimento prezioso’. Ricordando i suoi oltre sessant’anni di sacerdozio, la presidente ha sottolineato come padre Renato abbia saputo coniugare la discrezione con una dedizione instancabile, diventando un pilastro per i malati e per chiunque vivesse momenti di sofferenza, dai banchi del liceo Dante, dove insegnò religione per anni, fino ai corridoi dei reparti ospedalieri. Con lui se ne va un uomo che ha saputo unire la fede alla vita pubblica, restando sempre, coerentemente, accanto agli ultimi.
Foto da video Toscana Oggi


