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Furti in casa in mezza Toscana, 8 arresti e cinque denunce per associazione a delinquere

Vasta operazione dei carabinieri contro il gruppo composto prevalentemente da membri di una famiglia di origine Sinti con base operativa a Sarzana

Vasta operazione dei carabinieri del nucleo investigativo della Spezia che, nelle prime ore di questa mattina, hanno smantellato un’organizzazione criminale dedita ai furti in abitazione radicata tra Liguria e Toscana. L’inchiesta, coordinata dalla Procura spezzina, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone (9 uomini e 4 donne), di cui 8 finite in carcere e 5 indagate a piede libero, tutte accusate di associazione per delinquere.

Le indagini, avviate nel gennaio 2025 dopo un’allarmante ondata di furti ai danni di anziani e soggetti vulnerabili nella zona della Lunigiana, hanno individuato la base operativa del sodalizio in un campo nomadi a Sarzana. Il gruppo, composto prevalentemente da membri di una famiglia di origine Sinti, era strutturato gerarchicamente con due capi promotori e undici partecipi incaricati della logistica, della ricettazione e del reperimento di veicoli. Complessivamente, i militari hanno ricostruito oltre 80 episodi tra furti consumati e tentati nelle province della Spezia, Massa Carrara, Firenze, Pistoia, Lucca e Parma, per un danno stimato superiore ai 400mila euro.

A impressionare gli inquirenti è stato il modus operandi “camaleontico” della banda. I malviventi utilizzavano veicoli rubati con targhe contraffatte artigianalmente, clonate da mezzi identici appartenenti a persone ignare per eludere i controlli stradali. Inoltre, i membri del gruppo cambiavano costantemente abbigliamento durante la giornata, alternando caschi e giubbotti tecnici da motociclista di colori diversi tra mattina e pomeriggio per rendere impossibile la loro identificazione attraverso le telecamere di videosorveglianza.

L’operazione odierna ha visto l’impiego di 120 militari e 50 veicoli, con il supporto delle Squadre operative di supporto (S.O.S.) e di esperti in cyber investigazioni. Durante le perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato ingenti somme di denaro, gioielli, elettrodomestici di valore, armi e capi di abbigliamento utilizzati per i colpi.

Gli arrestati sono stati condotti in carcere in attesa degli interrogatori di garanzia, mentre prosegue l’inventario della refurtiva recuperata.