Logo
Seminterrato allagato e inutilizzabile a pochi mesi dall’acquisto: la venditrice condannata al risarcimento

La violazione della garanzia prestata in sede di compravendita ‘costa’ 40mila euro per i lavori e 14mila fra perizie e spese legali

Il giudice Giampaolo Fabbrizzi ha messo la parola fine a una complessa controversia immobiliare riguardante un appartamento in via Bonagiunta Urbiciani, a San Concordio. La vicenda ha visto contrapposti due coniugi, acquirenti dell’immobile, e la precedente proprietaria, accusata di aver venduto una casa affetta da gravi vizi di impermeabilizzazione nel locale cantina. Nonostante le rassicurazioni e le garanzie messe nero su bianco nel contratto definitivo stipulato a fine 2020, gli acquirenti si erano ritrovati, pochi mesi dopo il trasloco, con il seminterrato completamente allagato e inutilizzabile.

Durante il dibattimento, la difesa della venditrice ha tentato di sollevare diverse eccezioni, sostenendo che gli acquirenti fossero a conoscenza dello stato dell’immobile e che i lavori di ristrutturazione erano stati eseguiti seguendo le indicazioni del tecnico della controparte. Tuttavia, il magistrato lucchese è stato perentorio: nel momento in cui una parte alienante rilascia una “ampia garanzia” specifica su determinati lavori e consegna persino una certificazione di conformità assicurativa decennale, tale impegno prevale su ogni altra considerazione di fatto precedente al rogito.

Le risultanze dell’accertamento tecnico preventivo, richiamate nella motivazione della sentenza, hanno descritto uno scenario inequivocabile: pavimenti bagnati da risalite del sottosuolo, intonaci intrisi d’acqua e arredi coperti di muffa. Questa situazione ha confermato che gli interventi di impermeabilizzazione garantiti dalla venditrice non erano stati idonei a isolare il vano cantina dalle infiltrazioni provenienti dal terreno. Il Giudice ha quindi stabilito che la garanzia convenzionale prestata in sede di compravendita è stata pienamente violata, rendendo necessario il risarcimento per il ripristino dei locali.

In forza di queste valutazioni, il tribunale ha condannato la venditrice al pagamento di oltre 40mila euro per il rifacimento ex novo dei lavori di isolamento, somma che dovrà essere rivalutata secondo gli indici Istat per compensare la perdita di potere d’acquisto dal momento del danno a oggi. A questa cifra si aggiungono le pesanti spese legali e i costi sostenuti per le perizie tecniche durante tutto l’iter giudiziario, per un totale che sfiora i 14mila euro supplementari.

La sentenza ribadisce un principio fondamentale per le transazioni immobiliari nel territorio: la garanzia del venditore su specifici interventi di manutenzione non è una mera clausola di stile, ma un impegno vincolante che tutela l’acquirente anche oltre l’ordinaria garanzia per vizi.