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Traffico di sostanze dopanti dalla Calabria alla Lucchesia: due misure cautelari, denunciati in 53

Smantellato un lucroso traffico di anabolizzanti: i prodotti, non autorizzati per il commercio, arrivavano dalla Bulgaria

All’alba di questa mattina (26 febbraio) è scattata una vasta operazione dei carabinieri del Nas di Firenze che ha toccato da vicino la Piana di Lucca. I militari, supportati dai colleghi di Cosenza e dai comandi provinciali competenti, hanno smantellato un lucroso traffico di sostanze anabolizzanti che collega la Calabria con la Toscana, portando all’arresto di un 36enne di Cassano allo Jonio e all’obbligo di dimora per un 50enne di Capannori.

L’indagine, coordinata dalla procura di Pistoia, è partita nel febbraio 2024 mettendo sotto la lente d’ingrandimento proprio l’uomo residente a Capannori. Attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche e telematiche, e un’attenta analisi dei flussi finanziari, i militari sono riusciti a risalire alla sorgente del traffico, l’uomo residente nel cosentino, che fungeva da vero e proprio hub per l’importazione in Italia di farmaci anabolizzanti clandestini, ovvero privi di qualsiasi autorizzazione al commercio.

Il sistema era collaudato: i farmaci arrivavano dall’estero — in particolare dalla Bulgaria — per poi essere smistati dalla Calabria su tutto il territorio nazionale. Tra i principali clienti spiccava proprio il capannorese, che a sua volta alimentava il mercato locale dei dopanti. Fondamentali per blindare l’inchiesta sono stati i sequestri effettuati durante le indagini: i carabinieri hanno intercettato tre pacchi in transito carichi di sostanze vietate, di cui due spediti dalla Calabria verso Lucca e uno proveniente dall’Est Europa e destinato alla provincia di Cosenza.

Il bilancio dell’operazione è pesante: oltre alle misure cautelari eseguite stamattina, sono state denunciate a vario titolo ben 53 persone,ritenute responsabili di commercializzazione di sostanze anabolizzanti e ricettazione.

Un duro colpo al mercato nero del doping.