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Tragedia a Rughi, si farà l’autopsia sulle salme delle quattro vittime per il monossido

La procura ha disposto l’esame per cercare conferme sulle cause della morte. Sotto la lente tempi e modi dell’installazione della caldaia

La Procura di Lucca ha deciso di andare in fondo alla tragedia di Rughi, disponendo l’autopsia sulle salme di Arti Kola, della moglie Jonida e dei figli Hajdar e Xhesika. Un atto dovuto, che servirà a cristallizzare le cause del decesso dell’intero nucleo familiare albanese, ma il vero cuore dell’inchiesta si sposta ora sul piano squisitamente tecnico.

L’abitazione di Porcari rimane sotto sequestro insieme alla caldaia che, secondo quanto emerso, era praticamente nuova: un dettaglio che rende ancora più inspiegabile e atroce la strage silenziosa consumatasi tra quelle mura ristrutturate da appena pochi mesi.

Gli inquirenti, coordinati dalla Procura e supportati dai carabinieri, stanno passando al setaccio ogni fase della messa in opera dell’impianto di riscaldamento. Il quesito fondamentale a cui dare risposta è uno: chi ha installato quella caldaia? Al vaglio c’è la documentazione per capire se il lavoro sia stato affidato a una ditta specializzata, con relative certificazioni di conformità, o se sia stato eseguito in proprio. Gli esperti dovranno valutare con estrema precisione la disposizione degli scarichi dei gas di combustione per capire se siano stati commessi errori fatali nel montaggio o se, nonostante l’apparecchio fosse nuovo, sia insorto un guasto tecnico imprevedibile.

La famiglia Kola si era trasferita in quella casa solo da poco tempo, coronando il sogno di una vita dopo dieci anni di sacrifici in Italia. Ora quel sogno è sigillato dai nastri dei carabinieri, mentre si attende l’affidamento di una consulenza peritale che dovrà fare luce sulle eventuali responsabilità.