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Scontri al corteo per Askatasuna a Torino, in carcere un 22enne di Grosseto

Nell’ambito della stessa indagine sarebbero stati individuati un lucchese e un fiorentino

Ci sarebbero anche dei cittadini toscani tra le persone coinvolte negli scontri nell’ambito del corteo di sostegno al centro sociale Askatasuna di Torino, recentemente sgomberato. Nell’ambito del corteo pacifico una frangia di estremisti ha aggredito i poliziotti, mandandone due all’ospedale.

La Digos di Torino, in stretta collaborazione con i colleghi di Grosseto, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne di Arcidosso, nell’Amiata Grossetana, ritenuto uno dei protagonisti degli scontri. Il giovane maremmano è accusato di lesioni aggravate a pubblico ufficiale, violenza privata e travisamento e anche di rapina, per aver portato via casco e scudo del poliziotto.

L’arresto giunge al termine di una complessa attività investigativa che ha analizzato ore di filmati girati dalla polizia scientifica durante i disordini: il 22enne avrebbe fatto parte della “testa di ponte” dei manifestanti che, armati di aste e protetti da scudi, hanno caricato ripetutamente il cordone delle forze dell’ordine per tentare di forzare il perimetro dell’area interdetta.

Il responsabile, già noto alle autorità locali per la sua militanza in circoli dell’estrema sinistra e per precedenti legati a manifestazioni di piazza in Toscana, si sarebbe spostato a Torino proprio per dare supporto alla mobilitazione del centro sociale sabaudo. La sua identificazione è stata resa possibile grazie a un dettaglio specifico dell’abbigliamento e ad alcuni tatuaggi distintivi, notati dagli agenti della Digos di Grosseto che lo hanno riconosciuto nei fotogrammi trasmessi dal capoluogo piemontese. Durante la perquisizione nella sua abitazione a Grosseto, sono stati rinvenuti indumenti e materiale propagandistico riconducibile all’area antagonista, elementi che rafforzano il quadro accusatorio sulla sua partecipazione attiva e premeditata agli scontri.

Nell’ambito della stessa indagine sarebbero stati individuati un lucchese e un fiorentino, che però non avrebbero partecipato all’aggressione ai poliziotti, ma agli scontri a margine del corteo.