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Il Valdarno superiore si mobilita per salvare il punto nascite dell’ospedale La Gruccia

Presente anche l’assessore regionale Filippo Boni. La chiusura costringerebbe a lunghi spostamenti le partorienti

Il Valdarno Superiore si schiera compatto a difesa dell’ospedale della Gruccia, manifestando con forza contro l’ipotesi di chiusura del punto nascita situato al confine tra i comuni di Montevarchi e San Giovanni. Oltre duecento persone, tra cittadini, amministratori locali e rappresentanti sindacali, si sono radunate nel pomeriggio di oggi (31 gennaio) davanti al presidio ospedaliero per ribadire che la dismissione del reparto rappresenterebbe un colpo inaccettabile al diritto alla salute delle donne e delle famiglie del territorio. Alla mobilitazione, nata dall’iniziativa di un gruppo di mamme della zona, ha partecipato anche l’assessore regionale Filippo Boni, a testimonianza della rilevanza politica della questione.

La portavoce del comitato delle madri, Debora Buzzichelli, ha espresso chiaramente la volontà della comunità non solo di traguardare l’obiettivo dei 500 parti annui entro il 2027, ma di ottenere garanzie definitive sulla stabilità operativa del reparto per il futuro. La disponibilità al dialogo con le istituzioni resta alta, ma la determinazione nel considerare il servizio come un pilastro irrinunciabile per la vallata è apparsa ferma e condivisa. Le testimonianze raccolte durante il presidio hanno evidenziato come la perdita di questa eccellenza costringerebbe le partorienti a lunghi spostamenti verso altri poli sanitari, aggravando una situazione già complessa.

Sulla stessa linea si è mossa Valentina Vadi, presidente della conferenza dei sindaci del Valdarno, confermando l’unità d’intento di tutti i primi cittadini della zona. L’impegno istituzionale si tradurrà in un monitoraggio mensile, condotto a stretto contatto con la direzione dell’Asl Toscana Centro, per verificare l’andamento del piano di rilancio del punto nascita. Il messaggio emerso dalla manifestazione è quello di un territorio unito che non intende fare passi indietro su un presidio fondamentale per la coesione sociale e la sicurezza sanitaria locale.