Guardia di Finanza
|Scoperto a Livorno un commercialista abusivo: si appropriava anche dei soldi dei clienti da versare
Il Gip su richiesta della procura ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per 600mila euro
Il prestigio di uno studio avviato, la fiducia di centinaia di clienti e un giro d’affari da capogiro. Peccato che, dietro la targa di un noto professionista livornese, si nascondesse – secondo le fiamme gialle – un castello di carte fatto di abusivismo e sistematico saccheggio dei risparmi altrui. La Guardia di finanza di Livorno ha messo fine alla “carriera” di un falso commercialista, denunciandolo per esercizio abusivo della professione e dichiarazione infedele, contestualmente a un maxi sequestro preventivo da 600mila euro.
L’indagine, coordinata dalla procura di Livorno, ha scoperchiato un sistema tanto semplice quanto efficace. Tra il 2021 e il 2024, l’uomo ha operato senza possedere il requisito fondamentale: l’iscrizione all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Ma l’abusivismo era solo la punta dell’iceberg.
L’attività degli investigatori ha fatto emergere un’evasione fiscale monstre: 1,7 milioni di euro di compensi mai dichiarati ai fini delle imposte dirette e 374mila euro di Iva sottratta alle casse dello Stato. Tuttavia, l’aspetto più inquietante riguarda il rapporto con gli ignari clienti. Questi ultimi, convinti di affidarsi a un professionista serio, versavano tramite bonifico le somme necessarie per onorare le scadenze fiscali. In quattro anni, il sedicente commercialista ha incassato 1,4 milioni di euro destinati all’erario, ma ne ha effettivamente versati solo 127mila. La differenza – una montagna di denaro superiore al milione di euro – veniva regolarmente dirottata su conti personali e utilizzata per mantenere un tenore di vita elevato e finanziare scopi privati.
Il tribunale di Livorno, accogliendo le richieste della procura, ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. I finanzieri hanno passato al setaccio il patrimonio dell’uomo, mettendo i sigilli a conti correnti e a ben otto immobili, dislocati tra la città e la provincia.
Tra gli edifici sequestrati figura anche lo studio dove il professionista riceveva i clienti: un immobile diventato, di fatto, il centro operativo di un’attività illecita durata anni. Ora i molti clienti truffati, oltre al danno economico subito per le somme sparite, dovranno probabilmente affrontare le pendenze con il fisco per le tasse mai pagate, scoprendosi vittime di un tradimento professionale che ha pochi precedenti recenti per entità e sfrontatezza nella città labronica.
Le indagini proseguono ora per verificare se esistano complici o prestanome che abbiano agevolato lo schermo societario e professionale dietro cui l’uomo si è celato per anni.


