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Presunti finanziamenti illeciti ad Hamas: resta in carcere Rahed Al Salahat

La misura confermata dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip. Il 3 gennaio manifestazione ProPal davanti a Sollicciano

Resta dietro le sbarre del carcere di Sollicciano Rahed Al Salahat, il 48enne di origini kuwaitiane finito in manette nell’ambito della vasta operazione della Dda di Genova sui presunti finanziamenti illeciti a favore di Hamas. La gip Silvia Carpanini, al termine dell’interrogatorio di garanzia svoltosi ieri pomeriggio (30 dicembre)  in videoconferenza, ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere, rigettando le istanze della difesa.

Nonostante l’indagato abbia scelto di rispondere alle domande della giudice e del pubblico ministero nel tentativo di chiarire la propria posizione, la gip ha ritenuto che il quadro accusatorio sia rimasto inalterato, confermando la solidità delle prove raccolte dagli inquirenti. Al Salahat è accusato, insieme ad altre otto persone arrestate lo scorso 27 dicembre in diverse città italiane, di aver fatto parte di una rete dedita alla raccolta di fondi destinati a sostenere l’organizzazione palestinese.

L’avvocato difensore, Samuele Zucchini, ha già annunciato battaglia legale, confermando il ricorso al tribunale del riesame di Genova per chiedere la scarcerazione o una misura meno afflittiva. Secondo la difesa, le dichiarazioni fornite dal 48enne fornirebbero una lettura diversa dei flussi finanziari contestati.

Intanto, la decisione del tribunale ha acceso gli animi dei movimenti Pro-Palestina fiorentini. Sui social network e attraverso i canali ufficiali dei comitati, è già stata annunciata una mobilitazione di protesta per il prossimo 3 gennaio: un presidio sotto le mura di Sollicciano fissato per le 15. In un volantino diffuso nelle ultime ore, i militanti parlano apertamente di “processo politico alla Resistenza Palestinese” e denunciano gli arresti di fine anno come un attacco alla solidarietà internazionale. “La solidarietà non si processa”, si legge nel comunicato che chiama a raccolta i sostenitori della causa palestinese per chiedere la liberazione di Al Salahat e degli altri indagati.