Accorpamento delle scuole, le Rsu alla Regione: “Sospenda il provvedimento”
La forte contrarietà si basa su ragioni pedagogiche e organizzative: “Non siamo entità sacrificabili per motivi di bilancio”
Le rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di decine di istituti scolastici in tutta la Toscana, fra cui i comprensivi di Bagni di Lucca e Montecarlo e il Don Lazzeri Stagi e Carducci di Viareggio hanno lanciato un vibrante appello alla politica regionale, chiedendo al presidente Eugenio Giani e all’assessora Alessandra Nardini di avere “il coraggio di sospendere immediatamente le decisioni di accorpamento adottate nell’ambito del contestato piano nazionale di dimensionamento”.
Nonostante la Regione Toscana abbia dovuto deliberare lo scorso 27 ottobre l’unificazione di 16 istituti autonomi sotto la minaccia di essere accusata di danno erariale dal ministero, il mondo della scuola non intende arrendersi a quella che definisce una scelta destinata a produrre effetti “profondamente negativi sulla qualità dell’offerta formativa”.
La forte contrarietà si basa su ragioni pedagogiche e organizzative. “Gli accorpamenti forzati – dicono le Rsu – volti nominalmente all’efficienza, minacciano l’identità didattica di ogni singola scuola, favorendo omologazione, perdita di specificità e difficoltà di integrazione tra realtà educative diverse”. L’allarme principale riguarda la qualità: la creazione di ‘mega-istituti’, “spesso distribuiti su plessi distanti, si tradurrebbe in classi più numerose, minore attenzione individuale e un indebolimento dell’inclusione per gli studenti più fragili, con un contemporaneo aggravio del lavoro per il personale docente e amministrativo”. Si teme inoltre “un concreto rischio occupazionale e un grave impoverimento del legame scuola-territorio, vitale soprattutto per i presidi culturali storici”.
Il documento diffuso dalle Rsu ripercorre la battaglia politica che ha visto la Regione schierata contro il governo, portando persino la questione davanti alla Corte Costituzionale. Nonostante la Regione abbia infine ceduto alla pressione ministeriale con la delibera di fine ottobre, la comunità scolastica ha continuato a spingere per la resistenza, ottenendo un nuovo ricorso al Capo dello Stato, sebbene questo non abbia ancora prodotto la sospensiva delle decisioni esecutive.
In un contesto che le scuole definiscono “inarrestabile” e “obbligato”, l’appello finale lanciato alla giunta è per “un atto di coraggio politico”. Le Rsu chiedono di “sospendere le delibere regionali e di avviare urgentemente un tavolo permanente di confronto che coinvolga dirigenti scolastici, sindacati, rappresentanze di studenti e lavoratori, e i Comuni. L’obiettivo è elaborare proposte alternative e percorsi condivisi che siano coerenti con gli specifici contesti locali, tutelando la qualità didattica e la prossimità territoriale”.
“Le nostre scuole sono comunità vive, che meritano di essere ascoltate e tutelate e non entità facilmente sacrificabili per il risparmio in bilancio”, si legge in chiusura del documento firmato da decine di Rsu tra le province di Firenze, Grosseto, Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Siena.


