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Giro di vite contro lo spaccio a Prato: in un anno sequestrati oltre 150 chili di droga

L’ultimo arresto lo scorso 1 agosto a Montemurlo: un 40enne pakistano aveva in casa 1,8 chili di hashish. Stupefacenti anche in carcere

Giro di vite nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti a Prato.

Dal luglio 2024 sino all’1 agosto scorsi sono stati effettuati sessantacinque sequestri di sostanze stupefacenti (circa cinque al mese), che hanno consentito di rinvenire complessivamente oltre 150 chilogrammi di droga destinata al mercato del consumo pratese, con il contestuale arresto di cinquanta corrieri e/o spacciatori – alcuni poi sottoposti a misura cautelare della custodia in carcere, agli arresti domiciliari o all’obbligo di dimora – e il sequestro di 81.453 euro in contanti. I sequestri hanno riguardato circa 145 chili di cannabinoidi (hashish e marijuana), circa 6,5 di cocaina e circa due di droghe sintetiche (prevalentemente ketamina e shaboo).

Il mercato è risultato gestito da cittadini cinesi – che detengono un vero e proprio monopolio all’interno della propria comunità – oltre che da marocchini, nigeriani, albanesi, pakistani e italiani. La provenienza della droga, per i cittadini cinesi, è stata individuata prevalentemente in Olanda, Belgio e Spagna; per i soggetti di altre nazionalità, soprattutto in Marocco, Sud America (Colombia via Ecuador) e ancora in Spagna.

Da febbraio all’1 agosto  si sono registrati i sequestri più consistenti. Il 25 febbraio, un soggetto italiano è stato trovato in possesso di circa 13 chili tra hashish e marijuana; il 5 marzo un altro italiano è stato sorpreso con 2,2 chili circa di hashish e 162 grammi di marijuana, oltre a 2500 euro in contanti; l’11 marzo, un altro soggetto italiano è stato trovato con 150 grammi di sostanza stupefacente sintetica; il 17 aprile, un cittadino marocchino è stato sorpreso con 2,5 chili di cocaina; il 14 maggio, un albanese è stato trovato in possesso di 60 chili di hashish; il 7 luglio, un altro soggetto è stato sorpreso con 550 grammi di cocaina e 10.325 euro in contanti. Da ultimo, l’1 agosto scorso, è stato tratto in arresto un 40enne pakistano, muratore residente a Montemurlo con regolare permesso di soggiorno, che deteneva nella propria abitazione circa 1,8 chili di hashish suddivisi in diciassette panetti da circa 100 grammi ciascuno. In un primo momento l’uomo era stato trovato in possesso di circa 47 grammi, mentre gli altri panetti sono stati scoperti successivamente, nascosti in uno zaino nel sottoscala dell’abitazione. Durante la perquisizione è stato sequestrato anche un bilancino elettronico di precisione. L’uomo è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, celebrata il 4 agosto: su richiesta dell’ufficio, il tribunale di Prato ha convalidato la misura precauzionale, disponendo in attesa del processo l’obbligo di dimora nella provincia di Prato con permanenza notturna al domicilio.

Le attività investigative sono state condotte con il supporto della Squadra mobile della questura di Prato, della Guardia di Finanza di Prato, dei carabinieri del comando provinciale di Prato e della tenenza di Montemurlo.

Dal settembre 2024, durante le indagini, sono stati effettuati diversi recuperi di cocaina e hashish suddivisi in ovuli, involucri e frammenti, per pesi variabili tra i 4,4 e i 40 grammi, introdotti o in fase di introduzione nel carcere pratese La Dogaia. Le sostanze erano occultate nelle parti intime di familiari durante i colloqui, nei plichi destinati ai detenuti, all’interno di indumenti (in particolare nella cintura dell’accappatoio), dolci sigillati, cioccolatini, scarpe con doppio fondo, pezzi di formaggio, alimenti cotti, bicchieri, nonché nascoste nell’ascensore del reparto alta sicurezza, nella sala di socialità e nella camera di pernottamento.

Complessivamente sono stati eseguiti quattordici sequestri di droga destinata al carcere tra il 7 settembre 2024 e il 18 luglio, nelle seguenti date: 7 settembre 2024, 2 novembre 2024, 9 gennaio, 14 gennaio, 18 gennaio 2025, 23 gennaio 2025, 23 febbraio 2025, 13 marzo 2025, 3 aprile 2025, 16 maggio 2025, 20 maggio 2025, 16 giugno 2025, 17 luglio 2025 e 18 luglio 2025.

Una centrale di rifornimento è stata individuata a Prato, in una struttura della Caritas – Casa Jacques Fesch, in via Pistoiese 515/C – dove sono stati rinvenuti 22 grammi di hashish e 23 grammi di cocaina già suddivisi in dosi, nascosti dietro lo specchio di un bagno e nel forno della cucina, assieme a un bilancino. La struttura era accessibile, senza adeguati controlli, anche ai detenuti in permesso dal carcere.

La gestione dell’approvvigionamento è risultata fare capo a detenuti di nazionalità marocchina, tunisina e di Santo Domingo, che mantenevano contatti con l’esterno sfruttando le libertà di movimento e le agevolazioni concesse ai detenuti in permesso, in alcuni casi arrivando a costringere altri a collaborare mediante minacce e violenze.

Le attività investigative, coordinate dalla procura, hanno beneficiato anche del supporto del Nucleo Investigativo Regionale della polizia penitenziaria e della squadra mobile di Prato.