L'indagine
|Alluvione 2023: rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Prato e il primo cittadino di Montemurlo
Le ipotesi sono omicidio colposo e disastro colposo. Con loro nei guai anche amministratori e tecnici degli enti
La procura di Prato guidata dal procuratore Luca Tescaroli ha predisposto il rinvio a giudizio per i reati di disastro colposo e di omicidio colposo nei confronti di Matteo Biffoni e di Simone Calamai, sindaci rispettivamente del Comune di Prato e del Comune di Montemurlo, in relazione ai fatti verificatisi il 2 e 3 novembre del 2023, quando una violenta alluvione colpì i territori di Prato e Montemurlo, cagionando ingenti danni alla popolazione ivi residente, ai mezzi di trasporto, agli insediamenti urbani e industriali, nonché il decesso di Antonio Tumolo e Alfio Ciolini e ponendo in serio pericolo la vita di un cittadino cinese, nato nel 1971, miracolosamente scampato alla morte, e di un cittadino italiano, salvato grazie al coraggioso intervento di un uomo honduregno, il quale, rischiando a sua volta la vita, ha atrraversato le acque legandosi una corda al corpo e andando a recuperare il malcapitato.
Unitamente ai due sindaci, la Procura di Prato ha esercitato l’azione penale, ritenendoli responsabili, a titolo di cooperazione colposa nei predetti reati, anche gli che, nei rispettivi enti comunali, erano responsabili in materia di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico e di protezione civile, ravvisando profili di addebito sia nelle fasi precedenti ai fatti alluvionali, che in quelle emergenziali contestuali ai fatti stessi.
Il reato di disastro colposo è addebitato anche a Luca Della Longa, all’epoca dei fatti Direttore del IV Tronco di Autostrade per l’Italia, per aver omesso di adottare provvedimenti di restrizione e/o chiusura del traffico veicolare nel tratto dell’autostrada A11 adiacente al casello di Prato Est posto in corrispondenza del fiume Bisenzio con conseguente gravissimo pericolo per la pubblica incolumità, tra gli altri, degli utenti della strada, tra i quali di un cittadino cinese, il quale, trovandosi a transitare lungo il suddetto tratto a bordo della propria autovettura in direzione Prato Est in prossimità della relativa corsia di decelerazione è precipitato nel vuoto finendo sommerso dalle acque del Ffume Bisenzio e rimanendo aggrappato, fino all’arrivo dei soccorsi, alla vegetazione ivi presente.
I fatti oggetto delle imputazioni sono stati ricostruiti grazie all’apporto tecnico di un collegio di quattro consulenti esperti in materia idraulica, idrogeologica, geotecnica e di protezione civile, nonché all’efficace contributo investigativo dei carabinieri del Nipaaf, che hanno coadiuvato qla procura anche nelle fasi successive alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notifica a seguito della quale, sulla scorta degli interrogatori e delle allegazioni difensive di alcuni indagati, la Procura ha compiuto ulteriori e doverosi accertamenti, gli esiti dei quali sono al vaglio dell’ufficio al fine di adottare ogni determinazione al riguardo.
L’udienza preliminare è stata fissata dal Gip di Prato per la data del 19 novembre prossimo.


