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Oltre 100 morti l’anno per incidenti agricoli, Federacma: “Serve la legge per la revisione obbligatoria”

L’appello a governi e ministero competente dalla federazione di Confcommercio dei rivenditori di macchine agricole

La Toscana piange l’ennesima vittima di un incidente agricolo.

Quella di oggi è la terza morte causata da un trattore in Toscana in meno di un mese: a metà giugno un uomo è deceduto a Barberino Tavarnelle, pochi giorni fa un altro incidente fatale si è verificato a Firenzuola.

Federacma, la Federazione di Confcommercio dei rivenditori di macchine agricole, rilancia con forza l’allarme. “Non possiamo più tollerare questo silenzio istituzionale di fronte a una vera e propria emergenza – afferma il presidente Andrea Borio – Trattori vecchi, senza rollbar, senza cinture, senza revisione. Ogni giorno nei campi italiani c’è chi rischia la vita per una burocrazia immobile da dieci anni”.

La norma che prevede la revisione obbligatoria dei mezzi agricoli, infatti, è stata approvata nel 2015, ma non è mai stata attuata: nessun decreto, nessuna officina autorizzata, nessun controllo.

Secondo i dati Inail e dell’Osservatorio Disaa dell’università statale di Milano, oltre 100 persone ogni anno perdono la vita in agricoltura a causa dei mezzi agricoli, e nella metà dei casi si tratta di ribaltamenti di trattori privi dei dispositivi di sicurezza più elementari.

“Se quei trattori fossero stati dotati di cabina rinforzata, di cinture di sicurezza, se avessero superato una revisione obbligatoria, oggi forse quei tre uomini sarebbero ancora vivi. Ma non c’è più tempo per i ‘forse’. Servono azioni immediate – conclude Borio –. La politica sblocchi finalmente il decreto attuativo o si assuma la responsabilità di ogni nuova tragedia”.

L’unico modo per poter scongiurare un decesso in caso di ribaltamento, infatti, è dotare il trattore delle dotazioni minime necessarie che verrebbero imposte tramite la revisione obbligatorio. Laddove è entrata in vigore, come in Austria, i decessi sono passati da più di cento l’anno ad “appena” sette casi legati alla fatalità. Federacma rinnova l’appello al governo, ai ministeri competenti e ai sindacati di categoria perché la sicurezza sul lavoro non sia più un optional nei campi italiani.