Terrore nel locale
|“Sono armato, ho una pistola, datemi l’incasso”: il bandito bloccato nella gelateria dai Carabinieri di Portoferraio
Il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla pg e il “coprifuoco” notturno
Attimi di terrore nel cuore di Portoferraio, all’interno di una gelateria del centro urbano, dove un uomo ha tentato di mettere a segno una rapina facendo credere di essere armato. L’intervento tempestivo dei Carabinieri ha evitato il peggio e ha portato all’arresto in flagranza di reato del malvivente, un 60enne originario di Latina, con numerosi precedenti penali e residente da pochi mesi sull’isola.
Il tentativo di rapina è avvenuto approfittando di un momento di calma all’interno dell’esercizio commerciale, in cui erano presenti soltanto due giovanissime commesse. L’uomo, facendo irruzione nel locale e minacciando le ragazze con la presunta presenza di una pistola nascosta dietro la schiena, ha intimato loro di consegnare l’incasso della giornata. In preda all’agitazione, ha iniziato a urlare e a lanciare oggetti contro le dipendenti, danneggiando anche alcune vetrine.
Determinante il sangue freddo di una delle due commesse, che è riuscita a nascondersi dietro il bancone e a chiamare il 112. La Centrale Operativa dei Carabinieri ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di Portoferraio, in servizio di perlustrazione in città.
I militari sono arrivati in pochissimi minuti, trovando l’uomo mentre tentava di scavalcare il bancone per raggiungere la cassa. Un passante, intervenuto in aiuto delle ragazze, era riuscito momentaneamente a trattenerlo. I Carabinieri hanno così bloccato definitivamente l’aggressore e, grazie anche alle immagini del sistema di videosorveglianza, hanno ricostruito la dinamica dell’episodio. Durante la perquisizione è emerso che l’uomo non era in possesso di alcuna arma: si trattava di una minaccia simulata. Tanto, però, è bastato per far scattare le manette con l’accusa di tentata rapina aggravata.
Dopo aver trascorso la notte presso le camere di sicurezza del Comando, l’arrestato è stato condotto al Tribunale di Livorno per l’udienza di convalida. Il giudice, confermando l’arresto, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di dimora nel comune di residenza, la presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e il coprifuoco notturno dalle 20 alle 7.


