Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate
|Evasione fiscale nel distretto moda di Prato: mezzo milione torna allo Stato, smantellato il sistema di società fantasma
13 gli imprenditori indagati
Evasione fiscale nel distretto moda di Prato: mezzo milione torna allo Stato, smantellato il sistema di società fantasma.
Oltre 500mila euro già recuperati grazie a un’azione congiunta della Procura di Prato, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. Al centro dell’inchiesta, tredici imprenditori cinesi del distretto tessile più grande d’Europa.
È una delle prime, tangibili conseguenze del protocollo d’intesa siglato nel dicembre scorso tra Procura, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate: oltre 500mila euro sono già tornati nelle casse dello Stato, a seguito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato, guidata dal procuratore capo Luca Tescaroli.
L’indagine ha messo nel mirino 13 imprenditori cinesi, tutti attivi nel distretto dell’abbigliamento di Prato, un colosso economico con oltre 5.000 aziende operative e considerato il più grande polo tessile d’Europa. I soggetti coinvolti sono accusati di aver orchestrato un articolato sistema di evasione fiscale, riciclaggio e autoriciclaggio, attraverso una rete di società fittizie e una holding formalmente registrata in Bulgaria, ma operante stabilmente in Italia.
Il sistema, descritto dagli inquirenti come “rodato e sofisticato”, si basava sull’utilizzo di cosiddette società cartiere, intestate a prestanome, la cui unica funzione era l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Una volta accumulati i profitti illeciti, queste società venivano abbandonate con debiti fiscali non saldati, mentre il denaro veniva “ripulito” attraverso una serie di passaggi finanziari complessi. In alcuni casi, il riciclaggio coinvolgeva anche soggetti apparentemente esterni al sistema, ma ritenuti comunque responsabili sotto vari profili.
Gli imprenditori indagati, già destinatari degli avvisi di conclusione delle indagini, hanno scelto di collaborare con la giustizia, aderendo ai verbali di contestazione e avviando il versamento delle somme dovute, favorendo così un recupero tempestivo e parziale delle somme evase.
“Questa attività investigativa dimostra concretamente l’efficacia della cooperazione tra autorità giudiziaria e amministrazione fiscale – ha sottolineato il Procuratore Capo dottor Luca Tescaroli – nella lotta contro le forme più insidiose di evasione”.
Le indagini, assicurano gli inquirenti,proseguono per mappare tutte le ramificazioni dell’organizzazione e recuperare ulteriori fondi sottratti all’erario. Un segnale chiaro, quello lanciato oggi da Prato, che il distretto tessile non sarà più terreno fertile per frodi fiscali tollerate o invisibili.


