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Il mistero di Denisa, ombre e silenzi dietro la scomparsa: indagata la madre

Per gli inquirenti la 30enne è ancora viva

Il mistero di Denisa: ombre e silenzi dietro la scomparsa.

La trentenne rumena sembra svanita nel nulla: nel frattempo la madre è stata indagata e l’ipotesi di un avvocato ossessionato porta ad una pista inquietante che potrebbe portare lontano da Prato.

Il tempo scorre inesorabile, ma di Denisa Maria Adas non c’è ancora traccia. La trentenne rumena, scomparsa la scorsa settimana dal residence di via Ferrucci dove lavorava come escort, potrebbe non trovarsi più in zona. Una possibilità sempre più concreta, che alimenta la preoccupazione, ma lascia ancora aperto uno spiraglio di speranza: per gli inquirenti, la giovane potrebbe essere viva.

Un’accelerazione significativa nelle indagini è arrivata nelle ultime ore. La madre della ragazza, Maria Cristina Paun, 49 anni, è stata iscritta nel registro degli indagati. A far scattare il provvedimento, le rivelazioni dell’amica di Denisa, che ha fornito una testimonianza ritenuta credibile dagli investigatori. La donna avrebbe parlato di un uomo del Sud Italia, un avvocato descritto come “ossessionato” da Denisa, disposto a tutto pur di averla, fino al punto – secondo quanto riferito – di commissionarne il rapimento a un gruppo di connazionali rumeni.

La bugia della madre, che ha omesso di aver avuto contatti telefonici con l’uomo dopo la scomparsa della figlia, ha aperto nuovi scenari investigativi. Il legale – già noto alla famiglia e amico di vecchia data – sarebbe rimasto in contatto con la madre nei giorni successivi al presunto rapimento. Il suo ruolo, però, resta ancora ambiguo.

Grazie alla testimonianza dell’amica, gli inquirenti hanno sequestrato il telefono della madre a Roma, riscontrando la comunicazione con l’uomo. Secondo quanto riferito, sarebbe stata proprio Maria Cristina Paun a confidare all’amica i dettagli agghiaccianti su quanto accaduto alla figlia: “L’hanno seviziata, le hanno rotto tutti i denti”. Ipotesi che fanno rabbrividire, ma non trovano al momento riscontri certi. Per la Procura si tratta ancora di un sequestro, e resta viva la speranza che Denisa sia tenuta prigioniera da qualche parte. Il movente, tuttavia, resta avvolto nel mistero. Gli inquirenti non escludono che l’accaduto possa essere il gesto disperato di un uomo respinto, più che un’operazione legata alla criminalità organizzata nel mondo della prostituzione.

Le indagini si sono allargate anche fuori regione. L’ipotesi è che Denisa sia stata portata lontano, con le prime ricerche partite solo dopo alcuni giorni dalla scomparsa. L’intervento congiunto dei carabinieri di Prato e Firenze, insieme al Ros, conferma la complessità del caso.

Nel frattempo, la madre della ragazza ha trascorso ore nello studio della sua legale a Roma, l’avvocatessa Marianna De Simone, la quale rigetta con forza l’ipotesi del rapimento orchestrato: “Nessuna banda, nessun mediatore. L’avvocato è solo un conoscente di vecchia data che ha assistito la famiglia. Non ha mai incontrato Denisa e non ha cercato una relazione con lei”. La madre avrebbe nascosto il contatto nella speranza – secondo la versione difensiva – di ottenere aiuto nelle ricerche.

Una storia intricata, con troppe ombre e troppe versioni. Ma un’unica certezza: Denisa è ancora là fuori. Da qualche parte. E la verità, prima o poi, dovrà venire a galla.